presentazione

La geologia per tutti

Museo Nazionale Dell’Antartide “Felice Ippolito” sezione di Siena.

Il Museo ha il compito della conservazione, dello studio e della valorizzazione dei reperti acquisiti nel corso delle spedizioni scientifiche e di ogni altra testimonianza relativa alla presenza italiana in Antartide. Al Museo è, altresì, affidato il compito di promuovere la diffusione dei risultati dell'attività scientifica svolta in Antartide.
Il Museo è strutturato come Centro Interuniversitario tra gli Atenei di Genova, Siena e Trieste, ognuno dei quali ne costituisce una sezione, grazie alle proprie specifiche competenze. Ogni sezione è articolata in: Centro espositivo, Centro di documentazione, Centro studi-Sorting Center.
All'Università di Genova è affidato il compito di valorizzare le ricerche condotte nell'ambito della biologia e dell'ecologia e di curare e conservare il materiale biologico marino e terrestre. L'Università di Siena cura gli aspetti connessi con le ricerche geologiche, mineralogiche, litologiche e glaciologiche. L'Università di Trieste si occupa di raccolta e conservazione di reperti geologici, sedimentologici, marini e della storia dell'esplorazione antartica. Presso il Museo sono conservate circa 19000 campioni di rocce e 1100 meteoriti raccolte in Antartide. La biblioteca copre molteplici aspetti delle regioni polari e raccoglie oltre 5000 titoli pubblicati a partire dal 1840.

Cosa fa

L’Antartide, una regione polare chiave per comprendere il pianeta Terra nel passato, oggi e nel futuro.
Informazioni e illustrazioni: l’Antartide è stata l’ultima regione del mondo ad essere avvistata ed esplorata dagli uomini tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, ma la ricerca scientifica si è svolta in maniera sistematica solo a partire dall’Anno Geofisico Internazionale del 1957-58. I temi che verranno presentati dal Museo Nazionale dell’Antartide sezione di Scienze della Terra di Siena riguarderanno la geografia ed ambiente antartico; alcuni momenti della sua lunga storia geologica (circa 4 miliardi di anni); l’Antartide come luogo privilegiato per la concentrazione e raccolta di meteoriti che consente di raccogliere informazioni sul sistema solare; le variazioni climatiche attraverso i dati raccolti dalle perforazioni nelle calotte polari ed i sedimenti del mare di Ross che hanno fornito informazioni precise sulla storia climatica degli ultimi milioni di anni.

Museo di Scienze della Terra dell’Università di Siena

Il Museo di Scienze della Terra è un Museo scientifico universitario che fa parte integrante del
Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Siena.
Raccoglie le collezioni petrografiche e paleontologiche esistenti fin dagli anni ’60 nell’Istituto di Geologia e Paleontologia, oggi organizzate e integrate con campioni didattici e museali di fossili ma soprattutto di minerali e rocce soprattutto a partire dalla prima metà degli anni ‘80.
Nel corso degli anni successivi le collezioni si sono accresciute e si è sviluppato un sistema ostensivo museale costituito oggi da 17 vetrine tematiche, alcune collezioni petrografiche costituite, oltre che da una notevole collezione di rocce ornamentali in formato 30x30cm, anche da grandi lastre di rocce esposte nei corridoio del dipartimento, carte geologiche di interesse storico e alcune vetrine con strumenti scientifici.

Cosa fa

Minerali: forme, colori, proprietà fisiche e chimiche: esposizione di campioni di minerali ad uso didattico

Museo di Scienze Naturali di Rovereto

Cosa fa

Partecipa insieme al Centro di Geotecnologie dell’Università di Siena, presenta uno stupefacente “Dinosauro robot”!

Museo Paleontologia Firenze

Cosa fa

Porta alla Festa la celebre “Sala delle Iene”, resti di una battuta di caccia avvenuta un milione di anni fa!

 

Parco delle Colline Metallifere

Il territorio del Parco è compreso all’interno di sette comuni della Provincia di Grosseto e precisamente: Follonica, Gavorrano, Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Montieri, Roccastrada e Scarlino.
Il Parco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane è stato istituito in attuazione del disposto dell’art. 114 comma 14 della Legge n. 388/2000 (legge finanziaria 2001) con il decreto del Ministero dell’Ambiente n. DEC/DCN/044 del 28 febbraio 2002 d’intesa con il Ministero dei Beni e le Attività Culturali e la Regione Toscana.
Il decreto DEC/DCN/004 individua le finalità e le attività del parco nella tutela e la valorizzazione del patrimonio materiale, immateriale e il paesaggio dal periodo preistorico fino ad un recente passato; lo sviluppo dell’educazione e della ricerca scientifica, la gestione del territorio e dei beni culturali e infine la promozione turistica.
All’interno del parco si trovano 34 siti che costituiscono il patrimonio storico, minierario e industriale del parco di cui: 21 aree minerarie, 5 impianti metallurgici e siderurgici, 4 castelli medievali, 2 impianti di trasporto del minerale, 2 impianti geotermici.
L’obiettivo principale del Parco Nazionale è quindi realizzare un piano di gestione e di promozione complessivo delle diverse aree componenti il sistema, che permetta la conoscenza, la tutela e la fruizione integrata dei vari aspetti tematici (archeologici, ambientali e turistici) del territorio.

Cosa fa

Dai segni della memoria al futuro possibile: il progetto PARCO TAG
Il territorio delle Colline Metallifere si estende a cavallo tra le province di Grosseto e Livorno in una zona a carattere prevalentemente collinare, ricoperta da estese aree boschive, su una superficie complessiva di 802,53 kmq. Tutta l'area risulta di grande interesse geologico e geominerario. Boschi di leccio e di specie mediterranee coprono la parte meridionale del territorio prossimo al mare. Nella fascia alto collinare e submontana è prevalente il cerro che dà luogo a boschi puri o misti di latifoglie del piano basale o submontano quali leccio, roverella, carpino, orniello e castagno. Castagneti da frutto si ritrovano nella zona di Montieri, Boccheggiano, Prata, Monterotondo Marittimo Roccastrada e Sassetta. Boschi di conifere sono presenti e distribuiti irregolarmente su tutto il territorio, originati da rimboschimenti di ex coltivi.
Oltre ai numerosi insediamenti urbani di età medievale, nel territorio sono presenti castelli e villaggi della medesima epoca e numerose testimonianze archeologiche del periodo etrusco, alcuni dei quali oggetto di progetti di ricerca di enti universitari, oltre ad esempi antichi e più recenti di archeologia industriale legati alle attività minerarie.
Le Colline Metallifere fanno parte, infatti, del Distretto Minerario della Toscana Meridionale, una delle zone minerarie più importanti d’Italia fin dall’epoca più remota. Tale distretto ha visto attive, durante la sua storia, miniere di ferro, rame, argento, stagno, piombo, antimonio, mercurio, carbone, allume, pirite (per la produzione di acido solforico) per finire poi con i campi geotermici.
Nel Parco è presente una rete di musei, centri di documentazione, percorsi che premettono la fruizione di questo patrimonio e l’approfondimento scientifico. Per favorire la conoscenza dei siti è stato messo a punto il progetto PARCO TAG: un innovativo sistema multi-mediale che permette di accedere con un cellulare ad un sistema di informazioni utili per le visite guidate
Grazie alla collaborazione con Wikimedia Italia, la fondazione che nel nostro Paese rappresenta e cura la versione italiana di Wikipedia, sono state inserite proprio all’interno di Wikipedia le voci relative ai siti del patrimonio culturale del Parco con una ventina di schede informative costantemente aggiornate e una ricca e significativa sezione iconografica.
Queste schede sono consultabili non solo via internet ma anche direttamente dal proprio telefonino munito di fotocamera, browser per “navigare” e un lettore di codici 2D (ormai quasi tutti i cellulari di ultima generazione lo hanno già installato e comunque si può scaricare gratuitamente dal sito www.semapedia.org).
Questo è possibile grazie ai “Tag” Semapedia, un sistema multimediale di codici a barre che, collocati nei vari siti del Parco, una volta “fotografati” faranno apparire sullo schermo del telefonino le schede informative, integrando così le visite reali a quelle virtuali. Di modo che, il visitatore che stia percorrendo ad esempio il parco delle Biancane, il museo minerario di Gavorrano o i “pozzini” medievali di Massa Marittima, potrà avere in tempo reale tutte le informazioni circa il luogo che sta visitando. Con la possibilità, in più, di “navigare” sul sito www.parcocollinemetallifere.it e aprire le schede correlate agli altri siti del Parco.

Fondazione Centro di Scienze Naturali – Area Protetta del Monteferrato

Il Centro di Scienze Naturali è una Fondazione del Comune di Prato. Si trova a Prato, Galceti, via di Galceti, 74, in Toscana, nell’Area Protetta del Monteferrato ed è una struttura composita.
Museo di Scienze Naturali. Sale espositive con raccolte di uccelli, mammiferi, pesci, rettili, insetti, conchiglie, minerali, rocce, erbari. Un settore è dedicato all’ Industria Paleolitica Mousteriana di Galceti presente all’interno del Parco del Centro con reperti paletnologici da 40 mila a 10 mila anni fa e materiali fittili dell’Età del Bronzo. Itinerario “Tracce dell’uomo preistorico e ricostruzione del “riparo sotto roccia”con modello di uomo paleolitico. Spazio dedicato all’Area Protetta del Monteferrato, con il plastico, sculture in “marmo verde”, minerali e rocce. Planetario che proietta in una cupola del diametro di quattro metri entrambi gli emisferi celesti per un totale di 1600 stelle e pianeti in movimento. Osservatorio astronomico costituito da diversi telescopi in una cupola di quattro metri e mezzo per osservare il cielo “vicino”, il cielo “profondo” e il sole. Parco ambientale di 16 ettari. Un'oasi naturale alle porte di Prato ed un rifugio per la fauna selvatica. Circondato da un'area di protezione faunistica di 600 ettari E’ Centro Regionale Recupero Fauna Selvatica(in collaborazione con l’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Toscana), e ospita mammiferi e uccelli che arrivano al Centro feriti o malati. Dopo le cure e il riadattamento vengono rimessi in libertà, e molti rimangono spontaneamente in questo Parco protetto alle pendici del Monteferrato.- Rettilario e Aviario con animali esotici recuperati.

Cosa fa

Illustrazioni su: l’Area geologica dell’Area Protetta del Monteferrato, l’oro verde del Monteferrato, recupero della cava storica di Monte Piccioli, la storia geologica dell’Area protetta del Monteferrato, le proposte didattiche del Centro di Scienze Naturali.
Presenta il progetto “Geosito dele Monteferrato, la via dell’oro verde” realizzato con gli alunni del Liceo Scientifico Statale “G. Castelnuovo” di Firenze.

Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli

Il Parco Naturale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli viene istituito con Legge Regionale Toscana n° 61 del 13 dicembre 1979. Successivamente modificata dalla L.R. 24/94. Interessa il territorio della costa toscana a cavallo delle province di Lucca e di Pisa, e comprendente i territori dei comuni di Masarosa, Viareggio, Vecchiano, San Giuliano e Pisa. Le aree boschive, il lago, le zone umide e le paludi, gli arenili e le dune fanno di quest’area protetta un luogo unico nel suo genere. La zona è facilmente raggiungibile dalla via Aurelia che offre uno splendido panorama dell’area protetta, soprattutto all’altezza di Torre del Lago e dall’autostrada A12. Il clima del Parco si divide fra caratteri tipicamente mediterranei e altri quasi continentali, la piovosità è omogenea tutto l’anno.

Cosa fa

Cartografia del parco: laboratorio didattico con l’utilizzo della cartografia tematica per individuare gli elementi ambientali di pregio gioco per le scuole e imparare a conoscere il parco.

Osservatorio Astrofisico di Arcetri in collaborazione con il Dipartimento di Astronomia dell’Università di Firenze

L’Osservatorio Astrofisico di Arcetri e’ stato fondato nel 1872 presso Firenze. Riferimento fondamentale per l’Astronomia tradizionale, all’inizio del secolo scorso fu anche uno tra i primi Osservatori italiani ad applicare allo studio del cielo le metodologie e le conoscenze della Fisica. Convinto assertore dell’internazionalità della ricerca, ha sempre coltivato e favorito le collaborazioni con scienziati di altri paesi, partecipando anche ad impegnative spedizioni scientifiche, come quella in oggetto. Pur in uno scenario scientifico oggi in profonda evoluzione, la collaborazione con gli Istituti esteri resta una costante imprescindibile.
Il Dipartimento di Astronomia e Scienza dello Spazio era fuso con l’Osservatorio fino a pochi anni fa. Recentemente, all’attività di ricerca e di didattica si e’ aggiunta quella di recupero e valorizzazione del patrimonio strumentale e documentario nell’ambito astronomico.

Cosa fa

L'Astronomia della Terra
C’è un legame naturale tra l’Astronomia, ossia la conoscenza del cielo, e la Terra: non solo perché anche la Terra, come pianeta, è un corpo celeste, ma anche perché la maggior parte delle osservazioni astronomiche è effettuata da terra o entro la sua atmosfera. Di conseguenza l’immagine che otteniamo dell’Universo è condizionata dal nostro punto di osservazione e dalle sue caratteristiche, soprattutto da quelle ottiche. Il problema dell’inquinamento accomuna purtroppo scienze astronomiche e scienze geofisiche, ed assume particolare rilievo proprio in quest’anno, dedicato internazionalmente alla Terra. Da quello chimico a quello luminoso, si tratta di varie forme di inquinamento, per origine e tipologia. Con la partecipazione alla Geo-Festa ’08 si vuol cercare di aumentare la consapevolezza e la sensibilità verso questo problema, facendo anche un confronto tra il cielo dei nostri nonni e quello attuale, ed è un confronto sorprendente. Inoltre, per favorire la familiarizzazione col cielo notturno, che tutti vedono ma che per tutti resta un assoluto sconosciuto, si distribuirà e si insegnerà ai più giovani l’uso del Notturnale, un semplicissimo orologio notturno che per misurare il tempo sfrutta il moto delle costellazioni al posto del Sole.
Infine verrà mostrato che l’Astronomia guarda anche alla Terra: attraverso osservazioni e misure radioastronomiche si tiene continuamente d’occhio la sua superficie e questo studio è particolarmente importante per controllare la stabilità del nostro pianeta.
Verrà preparato materiale divulgativo per le classi e per il pubblico normale, e astronomi ricercatori professionisti saranno sempre a disposizione dei visitatori.

CAI – Club Alpino Italiano
(Comitato Centrale Regionale e Sezione Firenze)

“1868-2008: i 140 anni della Sezione fiorentina del CLUB ALPINO ITALIANO “

Cosa fa

Club Alpino Italiano: Ricerca, Educazione, Alpinismo documentazione cartacea e oggettistica

Federazione Speleologica Toscana

La Federazione Speleologica Toscana (FST) è nata nel 1967 con lo scopo di promuovere l’attività di ricerca speleologica, valorizzare e proteggere il patrimonio carsico regionale e nazionale, incentivare la ricerca scientifica collegata al mondo ipogeo, collaborare con la Delegazione Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico nella prevenzione degli incidenti in grotta e nell’aggiornamento degli speleologi toscani.

Cosa fa

La speleologia racconta…
Illustrazione delle tecniche speleologiche e il mondo ipogeo, immagini di cavità di interesse speleologico della Toscana.