presentazione

Area Applicazioni

Autorità di Bacino dell’Arno

L’Autorità di bacino del fiume Arno è l’ente al quale è affidata l’attività di pianificazione e programmazione in tema di difesa del suolo alla scala del bacino idrografico, concretizzata nella predisposizione di stralci funzionali legati alla riduzione del Rischio Idraulico, alla Qualità delle Acque, alle Attività estrattive, al Piano di Assetto Idrogeologico, che ha portato alla progettazione di una serie di interventi strutturali e non strutturali. Si tratta di un’immensa opera pubblica, dell’ordine di alcuni miliardi d’investimento, che impegnerà complessivamente oltre 200 Kmq del territorio di Toscana ed Umbria.
Una delle attività fondamentali svolte dall’Autorità di bacino per la preparazione di tali piani è quella di composizione del quadro conoscitivo che comprende, tra l’altro le azioni di raccolta, elaborazione, archiviazione e diffusione dei dati territoriali anche alla luce della sempre maggiore complessità dei fenomeni ambientali, economici e sociali che le Amministrazioni pubbliche devono governare; processi delicati e, assai spesso, conflittuali. L’Autorità di bacino ha organizzato i propri dati in cataloghi disponibili on-line e ha messo a punto un sistema di distribuzione di dati geografici che consente di rendere disponibile presso il sito web dell’Autorità l’intero patrimonio cartografico dell’Ente.

Cosa fa

Illustrazione delle attività inerenti l’acquisizione e l’aggiornamento di informazioni territoriali orientate alla conoscenza dei fenomeni legati ai dissesti idrogeologici e in generale alla difesa del suolo, con una particolare attenzione a:

la conoscenza delle caratteristiche fisiche e biologiche dei corsi d’acqua
la mappatura dei fenomeni franosi e della relativa suscettibilità del territorio attraverso l’impiego di sistemi di telerilevamento
la predisposizione di uno studio pilota per l´elaborazione di linee guida per la mappatura della biodiversità
il bilancio idrico dell’Arno

Autorità di Bacino del Serchio

L’Autorità di bacino del fiume Serchio è stata costituita con decreto del Ministro dei Lavori Pubblici di concerto con il Ministro dell’Ambiente 1 luglio 1989, in attuazione della legge 18 maggio 1989, n. 183, articolo 30. Le autorità di bacino concorrono, insieme agli altri soggetti individuati dalla legge ad assicurare la difesa del suolo, il risanamento delle acque, la fruizione e la gestione del patrimonio idrico per gli usi di razionale sviluppo economico e sociale, la tutela degli aspetti ambientali ad essi connessi. L’Autorità si bacino espleta tale compito attraverso l’attività di pianificazione: redige il Piano di bacino, con valore di piano territoriale di settore, quale strumento conoscitivo, normativo e tecnico – operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d’uso finalizzate alla conservazione , alla difesa e alla valorizzazione del suolo e la corretta utilizzazione delle acque, sulla base delle caratteristiche fisiche ed ambientali del territorio interessato.

Cosa fa

La conoscenza come base per la pianificazione territoriale: produzione cartografica e relative metodologie di produzione (analisi stereoscopica digitale e analogica di foto aeree, analisi di immagini da satellite, struttura dei database cartografici, realizzazione di modelli idraulici…), illustrazione attività inerenti rischio idraulico e idrogeologico, subsidenza, quantità e qualità delle acque superficiali, disponibilità delle risorse idriche sotterranee (falde freatiche e artesiane, pozzi, sorgenti...).

Comune di Firenze – Direzione Nuove Infrastrutture, Servizio Attività Geologiche e Valutazione Impatto Ambientale

L’Ufficio Attività Geologiche e V.I.A. del Comune con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi ha avviato una ricerca pluriennale che ha come oggetto l’approfondimento tematico delle conoscenze geologiche sull’area fiorentina.
Il progetto di ricerca prevede la raccolta e la reciproca condivisione di dati geologici, geomorfologica, idrogeologici, geotecnici sia di superfici che di sottosuolo inerenti l’area fiorentina.
Ricostruzione della superficie freatica della falda freatica del territorio comunale e delle sue variazioni stagionali e storiche: carte piezometriche Ottobre 1970, Maggio 1971, Gennaio 1997, Febbraio 2002, settembre 2007.
Pubblicazione delle Tavole I, II e III della Carta Litotecnica di Firenze in scala 1:10.000 della Carta Litotecnica di Firenze in scala 1:15.000
Studi sull’evoluzione geoantropica dell’area fiorentina.
Messa a punto e sviluppo del monitoraggio da satellite tramite tecnica DIN-SAR della zona di Monte alle Croci e più in generale dell’intera area comunale.
Pubblicazione della Carta Sismica di Firenze in scala 1:15.000.
Pubblicazione di una Nota sulla Sismicità dell’area fiorentina.
Messa a punto di un modello lito-sismico del sottosuolo fiorentino.
Studi finalizzati alla definizione del bilancio idrico della falda e simulazione degli effetti futuri sulla falda degli attuali pompaggi per il condizionamento.

Cosa fa

Divulgazione della conoscenza delle caratteristiche geologiche del territorio dell’area fiorentina:
Carte litotecniche a scala 1/10.000 del Comune di Firenze in esposizione e in omaggio per i visitatori. Collegamento on line al data base stratigrafico del Servizio Attività Geologiche

Province di Siena e Grosseto

Con le modifiche alla legge n.142/90, apportate dalla legge 265/99 e T.U. 267/2000, viene espressamente riconosciuto alle Province un ruolo attivo nel coordinamento dello sviluppo locale anche mediante l’esercizio delle funzioni amministrative riguardanti i settori dell’ambiente, dell’agricoltura, dell’edilizia scolastica, della viabilità e trasporti, dei servizi sanitari, della formazione professionale della cultura e dell’istruzione, del mercato del lavoro e del turismo.
Inoltre la provincia assume un ruolo determinante in relazione all’informazione assicurando, tramite sistemi informativo-statistici automatizzati e nell’ottica della collaborazione interistituzionale, la diffusione e la divulgazione delle conoscenze anche per scopi di carattere sociale, culturale e didattico-educativo.
Svolge infine le funzioni di raccolta e coordinamento delle proposte avanzate dai comuni, ai fini della programmazione economica, territoriale ed ambientale della regione che attua mediante gli specifici atti di pianificazione, quali il Piano Territoriale di Coordinamento (LRT n.1/2005) che assume il valore e gli effetti dei piani di tutela nei settori della protezione della natura, della tutela dell'ambiente, delle acque e della difesa del suolo e della tutela delle bellezze naturali.

Cosa fa

Le geodiversità, il marchio del territorio: I Geositi della Provincia di Siena e Grosseto.
Illustrazione di ciò che è stato acquisito nel campo della individuazione, studio, valorizzazione e fruizione dei beni geologici (geositi) nella Provincia di Siena e di Grosseto. Lo studio dei geositi, condotto dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Siena, è frutto delle nuove conoscenze geologiche acquisite a seguito della realizzazione della nuova cartografia geologica prodotta dalla Regione Toscana (progetto C.A.R.G.).
L’ambiente geologico nel quale si svolgono le attività degli esseri viventi è il risultato di una complessa successione di eventi, processi e alterazioni naturali. Esso, nell’arco di 4.7 miliardi di anni ha subito, subisce e subirà incessanti modificazioni nei rapporti tra le sue varie componenti fisiche. In particolare, i processi evolutivi sono in grado di generare sempre nuove forme del suolo e del paesaggio attraverso il costante riproporsi ed alternarsi dei molteplici processi di trasformazione della crosta terrestre
La conoscenza del patrimonio naturale (Natural Heritage) ed in particolare di quello geologico rappresenta, dunque, uno strumento di fondamentale per la ricerca scientifica e di importanza strategica ai fini della protezione della natura e di valorizzazione dei beni ambientali.

Comunità Montana Val d'Orcia

COMUNITA' MONTANA AMIATA VAL D'ORCIA (comuni di Abbadia San Salvatore, Castiglione d'Orcia, Montalcino, Piancastagnaio, Pienza, Radicofani e San Quirico d'Orcia)
Ufficio Difesa del Suolo e Assetto Idrogeologico
Centro Intercomunale di Protezione Civile con sede distaccata ad Abbadia San Salvatore

Cosa fa

L’area compresa fra Bagni San Filippo e Campiglia d’Orcia nel Comune di Castiglione d’orcia, all’interno del territorio della Comunità Montana Amiata Val d’Orcia, posizionata a N-NE del Monte Amiata è un’area ad anomalo flusso di CO2.
Si tratta di un’area estesa circa 4-5 Km quadrati interessata da emissioni naturali di gas, principalmente biossido di carbonio, potenzialmente molto rischiose per le persone e per gli animali.
La minaccia della CO2 è legata al fatto che riesce ad estendersi ben oltre il punto di emissione e a saturare, in concomitanza di condizioni meteorologiche favorevoli, le depressioni del terreno sviluppando trappole invisibili e micidiali. Questi fenomeni geologici sono aspetti ambientali particolarmente interessanti e spettacolari che devono essere studiati e compresi perché la mancanza delle necessarie conoscenze sull’argomento può portare ad incidenti anche gravi.
Le manifestazioni di CO2 caratterizzano i luoghi dove avvengono creando siti geologici di interesse, capaci di avvicinare diverse tipologie di persone, in particolare modo i giovani,alla natura e alla comprensione dei fenomeni naturali.
La Comunità Montana Amiata Val d’Orcia al fine di garantire la sicurezza e favorire la protezione dell’area ha provveduto alla realizzazione di apposite recinzioni intorno all’area delle emanazioni gassose a seguito di uno studio eseguito dall'Università di Firenze e finanziato dalla Regione Toscana – Sistema Regionale di Protezione Civile.
Inoltre, con la collaborazione del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, è stata redatta una brochure divulgativa sulla anomalia geologica in questione ed i comportamenti da tenere in tali aree. Questa brochure sarà in distribuzione alla Geofesta.

CERAFRI Centro per la Ricerca e l’Alta Formazione per la prevenzione del Rischio Idrogeologico

Il CERAFRI (CEntro per la Ricerca e l’Alta Formazione per la prevenzione del Rischio Idrogeologico) nasce nel novembre 2002, sulla base del patrimonio di esperienze e conoscenze legate al disastroso evento alluvionale della Versilia del giugno ’96, a seguito di un protocollo d’intesa tra Regione Toscana, IMONT (Istituto Nazionale per la Montagna, ora EIM Ente Italiano della Montagna) e Comune di Stazzema, finalizzato a promuovere le attività a carattere scientifico e formativo nel campo della prevenzione del rischio idrogeologico.
L’obiettivo del CERAFRI è quello di contribuire ad accrescere la cultura della prevenzione del rischio idrogeologico e della salvaguardia del territorio, sia tramite il proprio staff tecnico-scientifico sia attraverso collaborazioni con Enti Territoriali e con sistemi di ricerca e formazione sia pubblici che privati.
A tale scopo il CERAFRI promuove, coordina e attua programmi ed attività di ricerca, sviluppata impiegando metodologie di tipo teorico, numerico e sperimentale, i cui principali obiettivi sono:
- lo studio, l’analisi e il monitoraggio dei fenomeni fisici di versante, in alveo e di costa;
- lo studio, la progettazione e il monitoraggio delle opere sul territorio;
- l’elaborazione di approcci di tipo interdisciplinare finalizzati alla elaborazione di strategie di difesa “integrata” per la riduzione del rischio.

Cosa fa

Il monitoraggio nei corsi d’acqua naturali
Informazioni su:
La dinamica degli alvei naturali: descrizione dei fenomeni fisici all’interno dei bacini idrografici, fenomeni di erosione e deposito, le frane e l’assetto dei versanti, le piene fluviali.
Gli effetti e gli squilibri sul territorio: l’azione antropica sui bacini fluviali, il rischio idrogeologico, le opere per la difesa del territorio, illustrazione di casi reali.
Il monitoraggio nella Regione Toscana: la misura del trasporto solido nei corsi d’acqua della Toscana, il monitoraggio delle opere per la difesa del territorio montano, il monitoraggio della propagazione delle piene fluviali.