DXF
file
delle primitive grafiche

Derivato
dai files sorgente, il dxf contiene la geometria della base
cartografica oltre alla toponomastica. I dati sono organizzati
in Polyline, Point, Text. Ogni oggetto è esattamente
collocato nel piano e nello spazio attraverso le coordinate
dei punti che lo descrivono. Oltre ai riferimenti di longitudine
(coord. Est) e latitudine (coord. Nord) è sempre
presente la quota riferita al terreno (Z). Questo consente,
con adeguati software, la rappresentazione cartografica
in 3D particolarmente utile nella progettazione stradale,
modellistica idraulica, simulazioni e studi ambientali
Il
formato dxf contiene informazioni preziose che non compaiono
sulla carta disegnata. Ad esempio, alla scala 1.2000, l’altezza
dei fabbricati (thickness) è un dato associato
al perimetro dell’edificio (o desumibile per differenza
tra quota di gronda e quota a terra nella prima versione
capitolato, cod.804). E’ possibile quindi creare viste tridimensionali
anche del costruito.
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| foglio
1:2.000 13L01 |
Altri
dati nascosti sono i cosiddetti invisibili, cioè
quelle entità grafiche coperte, nel disegno, da altre
entità e spesso classificate contemporaneamente con
più codici, di cui uno prevalente . Ad esempio il
fiume (cod.301) quando passa sotto una strada, viene codificato
come 301 I; il muro di un edificio (201) a volte è
anche bordo del nastro stradale (101 I), arginatura di un
corso d’acqua (304 I), delimitazione di coltura (701 I)…
Il tratto invisibile garantisce cioè la continuità
di una polyline come oggetto topografico autonomo.
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| codice
301 (celeste) e 301 I ( rosso) |
codice 104 (asse stradale) |
Il
formato dxf, ricco di dati, si mostra spartano nell’aspetto,
che diventa più espressivo assegnando colori ai layers.
Il dxf manca della cosiddetta vestizione degli oggetti,
che rende la carta intuitivamente leggibile: la campitura
degli edifici, il segno grafico di scarpata, il puntinato
delle sabbie... L’assenza di vestizione comporta un notevole
vantaggio: la ridotta dimensione del file.
Il
formato dxf, rispetto ai files sorgente RT, mantiene la
completa definizione geometrica degli oggetti ma non ne
riporta le informazioni qualitative associate, salvo il
proprio layer di appartenenza.
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