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La protezione ambientale dipende da una corretta gestione del suolo e implica un'accurata conoscenza della risorsa. Questa è una necessità impellente se consideriamo che circa due terzi del suolo del nostro paese mostra preoccupanti fenomeni di degradazione. È opportuno sottolineare come, a differenza di acqua e aria, il suolo è relativamente statico ma, qualora le sue qualità o funzioni vengano danneggiate, l'eventuale rigenerazione può essere estremamente difficile e costosa. Affrontare un sistema territoriale, insieme di ambiente naturale e costruito, dal punto di vista della sostenibilità, implica, la necessità di ristabilire legami corretti tra popolazione e ambiente, tra risorse ambientali e lavoro umano, tra economia ed ecologia. Si tratta di ripristinare il "diritto naturale all'ambiente" delle popolazioni, delle future generazioni. Tutto ciò riguarda i rapporti tra economia ed ecologia e cioè tra attività economica basata sul lavoro umano e attività ecologica basata sul lavoro dell'ambiente. Un uso corretto del suolo, in definitiva, determina sia benefici
ambientali sia il buon esito degli interventi urbanistici previsti. Le politiche regionali
degli ultimi anni hanno opportunamente incluso il suolo fra le risorse non rinnovabili e
quindi oggetto di particolari attenzioni nel monitoraggio e nella gestione complessiva. La
Legge Regionale 5/95 (Norme per il governo del territorio) esprime la volontà di
governare l'uso del suolo favorendo la riutilizzazione piuttosto che il depauperamento di
nuova risorsa vergine. |
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