Reti di monitoraggio

Rete sismica nazionale
La Rete Sismica Nazionale Centralizzata (RSNC) è
una rete di sensori sismici (sismometri), composta attualmente da circa
200 stazioni, deputata al monitoraggio dell'attività
sismica in corso sul territorio nazionale, con la duplice finalità
di fornire informazioni operative per le eventuali attività di soccorso
e di informazione della popolazione e di migliorare le conoscenze scientifiche
sulla sismicità del territorio nazionale.
La RSNC è gestita in tempo reale dal Centro Nazionale Terremoti
dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
Su territorio toscano sono attualmente operative 19 stazioni
sismometriche, 6 della quali realizzate con finanziamenti regionali.
Rete sismica locale in Garfagnana e Lunigiana
La Rete Sismica in Lunigiana e Garfagnana (RSLG) è
una rete di sensori sismici, realizzata a partire dagli anni '90, nell'ambito
di una specifica convenzione stipulata tra la Regione Toscana, il Servizio
Sismico Nazionale, l'Autorità di Bacino del Fiume Serchio e l'Università
di Genova al fine di consentire un dettagliato monitoraggio scientifico
della sismicità relativa alla Toscana settentrionale. Attualmente
la RSLG si compone di 11 stazioni sismometriche e 2
stazioni accelerometriche.
I dati sismici provenienti dalla RSLG vengono raccolti in tempo reale attraverso
una trasmissione via modem e quindi elaborati quotidianamente dal Dipartimento
per lo Studio del territorio e delle sue Risorse (DIPTERIS)
dell'Università di Genova, proprietario unico e gestore della Rete.
Rete accelerometrica nazionale
La Rete Accelerometrica Nazionale (RAN), è una rete di monitoraggio accelerometrico distribuita sull'intero territorio nazionale che registra terremoti di media ed elevata intensità. La RAN è gestita dal Servizio Sistemi di Monitoraggio del Dipartimento della Protezione Civile.
Mediante un Protocollo d'Intesa tra Regione Toscana e Servizio Sismico Nazionale si è provveduto dal 2003 all'installazione di 29 stazioni accerelometriche su territorio toscano, di cui 26 già realizzate.
Rete geochimica in Toscana
La Rete di monitoraggio di tipo geochimico si sviluppa nell'ambito di due convenzioni tra Regione Toscana e l'Istituto di Geoscienze e Georisorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (IGG-CNR) finalizzata alla ricerca di precursori sismici ed allo studio delle relazioni tra chimismo delle acque ed attività sismica. Sono state installate complessivamente 10 stazioni nelle aree della Garfagnana e Lunigiana (convenzione - Aprile 2002) e dell'Amiata (convenzione - Dicembre 2002).
Le stazioni della rete geochimica hanno la capacità di effettuare un monitoraggio automatico continuo per la misura, acquisizione e trasmissione remota dei dati di temperatura, pH, conducibilità elettrica, potenziale di ossidoriduzione e di CO2 e CH4 nei gas disciolti nell'acqua.
Rete geodetica
La Rete geodetica toscana ha il compito di monitorare
le deformazioni tettoniche a scala regionale, permettendo la ricostruzione
dei movimenti e delle deformazioni associate ai più intensi eventi
sismici, favorendo un significativo avanzamento delle conoscenze dei processi
tettonici responsabili dell'attività sismica in Toscana.
La Rete geodetica toscana è gestita dal Dipartimento
di Scienze della Terra dell'Università di Siena nell'ambito di
una specifica convenzione stipulata con la Regione Toscana. Attualmente
si compone di 8 stazioni GPS, a cui bisogna aggiungere
la stazione di Patigno (ubicata con apposita Convenzione tra Regione Toscana
e Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Siena per
lo studio dell'evoluzione di un importante fenomeno gravitativo) e la stazione
di Siena, gestita da un altro ente.
Programma per l'osservatorio sismico delle strutture in Toscana (O.S.S.)
L’Osservatorio
Sismico delle Strutture (OSS) è una rete nazionale del Dipartimento
della Protezione civile dedicata al monitoraggio permanente (mediante accelerometri)
della risposta sismica di strutture civili nelle zone ad elevato rischio
sismico. In occasione di un terremoto, la Rete fornisce al Dipartimento
dati sul comportamento dinamico delle costruzioni monitorate, e permette
di stimare in remoto il grado di danneggiamento in tempo quasi reale. Ha
il duplice scopo di monitorare le strutture valutandone gli spostamenti
sotto l’effetto di un terremoto, e di fornire dati per l’avanzamento
delle conoscenze scientifiche, lo sviluppo di normative tecniche nonché
per la realizzazione dei modelli interpretativi e predittivi del comportamento
sismico delle strutture.
In Toscana sono attualmente monitorati, in maniera permanente, 9 edifici,
distribuiti nelle aree di Garfagnana, Lunigiana, Mugello ed Amiata, (comuni
tra quelli a maggior rischio sismico della Toscana).