|
ACQUA |
| acque reflue |
Acque di scarico derivanti
da attività industriali o da scarichi domestici. Possono essere versate
nell'ambiente esterno nel rispetto della normativa sugli scarichi; nel
caso di superamento dei valori dei di contaminazione necessitano invece di
un adeguato trattamento. |
| AE |
Abitanti Equivalenti |
| Bacino
Idrografico |
Il territorio dal
quale le acque pluviali o di fusione delle nevi e dei ghiacciai, defluendo
in superficie, si raccolgono in un determinato corso d'acqua direttamente
o a mezzo di affluenti, nonché il territorio che può essere allagato
dalle acque del medesimo corso d'acqua, ivi compresi i suoi rami terminali
con le foci in mare ed il litorale marittimo prospiciente; qualora un
territorio possa essere allagato dalle acque di più corsi di acqua, esso
si intende ricadente nel bacino idrografico il cui bacino imbrifero
montano ha la superficie maggiore (art.1 Legge 18 maggio 1989,
n.183) |
| biocenosi |
Associazione biologica di
specie diverse in complessi faunistici e floristici che si ritrovano in più
luoghi e in condizioni d’ambiente determinate. |
|
bivalvi |
Classe di molluschi, così
chiamati per avere il corpo racchiuso da una conchiglia bivalve, in genere
molto sviluppata e talvolta a madreperlacea. |
| captazione |
Cattura di acque. |
| carico organico
potenziale |
Il carico organico
potenziale fornisce la stima, espressa in abitanti equivalenti (AE), dei
carichi organici (biodegradabili) totali presenti in una certa area
derivanti da attività di origine civile, zootecnica o industriale. Il
calcolo si effettua attraverso dei coefficienti di conversione. Ad
esempio:
1 residente = 1AE
presenze turistiche/365 =
AE
1 bovino = 8.16 AE
1 equino = 8.08 AE
ovo-caprini = 1.78 AE
suini = 1.95 AE
1 pollame = 0.20 AE |
| carico trofico
potenziale |
Il carico trofico
potenziale fornisce la stima, calcolata per azoto e fosforo, delle quantità
potenzialmente immesse nell’ambiente appunto di azoto e fosforo,
elementi derivanti da attività di origine civile, agricola (valutando
separatamente gli apporti zootecnici, da terreni coltivati, e da terreni
incolti) e industriale. |
| classi
dell’indice trofico |
v.
TRIX |
| eutrofizzazione |
Arricchimento delle acque
di sali nutritivi che provoca cambiamenti tipici quali l'eccessivo
incremento della produzione di alghe e piante acquatiche, con conseguente
maggior consumo d'ossigeno, che alla fine del ciclo vitale vanno in
decomposizione. |
| IBE |
Indice Biotico Esteso.
È un indice che valuta la
comunità degli invertebrati bentonici (che vivono almeno una parte del
loro ciclo biologico a contatto con i substrati di un corso d’acqua).
Consente di avere un’immagine complessiva della situazione ecologica di
un corso d’acqua, anche in relazione a eventi inquinanti avvenuti nel
passato.
È rappresentato in 5
classi di qualità: 1 = ambiente non inquinato; 5 = ambiente fortemente
inquinato. |
| indicatore
ambientale per le acque dolci superficiali |
L’indicatore è definito
da;
- l’indice biotico esteso, IBE,
basato sull’analisi della struttura delle comunità biologiche dei
fiumi;
- l’indice qualità chimica, LIM,
tiene conto della concentrazione nelle acque dei principali parametri
significativi per la caratterizzazione dello stato di inquinamento,
denominati macrodescrittori;
- l’indice di qualità ecologica, SECA,
che fornisce una rappresentazione complessa basata sulla valutazione
integrata dei due indici precedenti.
|
| IQB |
Indice di qualità
batteriologico delle acque di balneazione.
Evidenzia la presenza di
batteri provenienti da scarichi civili (coliformi fecali o streptococchi
fecali) nelle acque di balneazione. La qualità dell’acqua è tanto
migliore quanto più alto è il valore percentuale di campioni esenti da
contaminazioni batteriche. |
| LIM |
Livello Inquinamento
Macrodescrittori, indice qualità chimica.
È un indice sintetico di
inquinamento introdotto dal DLgs.152/1999. Mette in relazione nutrienti,
sostanze organiche biodegradabili, ciclo dell’oossigeno e inquinamento
microbiologico.
È rappresentato in 5
livelli: da 1=ottimo a 5=pessimo. |
| piezometrico |
Relativo alla pressione in
un punto di una massa fluida. |
| SCAS |
Indice dello stato chimico
delle acque sotterranee. |
| SECA |
Stato Ecologico dei Corsi
d'Acqua.
È un indice introdotto dal
DLgs.152/1999. Si ottiene incrociando i risultati del LIM e dell’IBE e
considerando il risultato peggiore dei due.
È rappresentato in 5
classi che vanno da classe 1 = qualità elevata a classe 5 = qualità
pessima. |
| servizio idrico
integrato |
Si intende quale
l’insieme dei servizi pubblici e privati di captazione, adduzione e
distribuzione delle acque a uso civile, di fognatura e depurazione dei
reflui. |
| SQuAS |
Indice dello stato
quantitativo delle acque sotterranee. |
| subsidenza |
In geologia, movimento del
fondo marino, che tende ad abbassarsi sotto il peso dei sedimenti che si
accumulano sopra di esso. |
| TRIX |
Indice trofico.
Descrive le condizioni
trofiche delle acque marine attraverso la combinazione di 4 parametri
(ossigeno disciolto, clorofilla "a", fosforo e azoto). Il grado
di trofia si esprime in una scala da 0 a 8, messo a confronto con
l’indicatore della qualità di cui al D. Lgs. 152/99:
6-8 = scadente
5-6 = mediocre
4-5 = buono
2-4 = elevato |
| trofismo |
In biologia, sinonimo di
nutrizione: stato di nutrizione di un organismo o di parte di esso. |
|
|
AUTORIZZAZIONE
INTEGRATA AMBIENTALE |
| autorità competente |
La medesima autorità statale competente
al rilascio del provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale ai sensi della
vigente normativa o l'autorità individuata dalla regione, tenuto conto dell'esigenza di
definire un unico procedimento per il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale. |
| autorizzazione integrata ambientale |
Il provvedimento che autorizza l'esercizio
di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire la
conformità ai requisiti previsti dal Decreto Legislativo 372/99 "Attuazione della
direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate
dell'inquinamento". Un'autorizzazione integrata ambientale può valere per uno o più
impianti o per parti di essi, che siano localizzati sullo stesso sito e gestiti dal
medesimo gestore. |
| emissione |
Lo scarico diretto o indiretto, da fonti
puntiformi o diffuse dell'impianto, di sostanze, vibrazioni, calore o rumore nell'aria,
nell'acqua ovvero nel suolo. |
| gestore |
Qualsiasi persona fisica o giuridica che detiene o gestisce
l'impianto. |
| impianto |
L'unità tecnica permanente in cui sono
svolte una o più attività elencate nell'allegato I al Decreto Legislativo 372/99
"Attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate
dell'inquinamento" e qualsiasi altra attività accessoria, che siano tecnicamente
connesse con le attività svolte nel luogo suddetto e possano influire sulle emissioni e
sull'inquinamento. |
| impianto esistente |
Un impianto in esercizio, ovvero un
impianto che, ai sensi della legislazione vigente anteriormente alla data di entrata in
vigore del Decreto Legislativo 372/99 "Attuazione della direttiva 96/61/CE relativa
alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento", abbia ottenuto tutte le
autorizzazioni ambientali necessarie per il suo esercizio o il provvedimento positivo di
compatibilità ambientale. E' considerato altresì esistente l'impianto per il quale, alla
data di entrata in vigore del decreto, siano state presentate richieste complete delle
predette autorizzazioni, a condizione che esso entri in funzione entro un anno dalla data
di entrata in vigore del decreto citato. |
| inquinamento |
L'introduzione diretta o indiretta, a
seguito di attività umana, di sostanze, vibrazioni, calore o rumore nell'aria, nell'acqua
o nel suolo, che potrebbero nuocere alla salute umana o alla qualità dell'ambiente,
causare il deterioramento di beni materiali, oppure danni o perturbazioni a valori
ricreativi dell'ambiente o ad altri suoi legittimi usi. |
| migliori tecniche disponibili |
La più efficiente e avanzata fase di
sviluppo di attività e relativi metodi di esercizio indicanti l'idoneità pratica di
determinate tecniche a costituire, in linea di massima, la base dei valori limite di
emissione intesi ad evitare oppure, ove ciò si riveli impossibile, a ridurre in modo
generale le emissioni e l'impatto sull'ambiente nel suo complesso (la definizione è
riportata all'art. 2, punto 12 del Decreto Legislativo 372/99 "Attuazione della
direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate
dell'inquinamento"). In particolare si intende per:
- tecniche sia le tecniche impiegate, sia le modalità di progettazione,
costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura dell.impianto;
- disponibili le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta l'applicazione in
condizioni economicamente e tecnicamente valide nell'ambito del pertinente comparto
industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto
che siano o meno applicate o prodotte in ambito nazionale, purché il gestore possa avervi
accesso a condizioni ragionevoli;
- migliori le tecniche più efficaci per ottenere un elevato livello di protezione
dell'ambiente nel suo complesso. |
INQUINAMENTO
ELETTROMAGNETICO |
|
|
| apparecchi |
Tutti i dispositivi elettrici ed
elettronici nonché le apparecchiature, i sistemi e gli impianti contenenti componenti
elettrici o elettronici. |
| apparecchiatura terminale |
Di seguito indicata con la parola
"terminale", un'apparecchiatura di telecomunicazioni, destinata ad essere
collegata mediante un sistema cablato, radio, ottico o altro sistema elettromagnetico ad
una rete pubblica di telecomunicazioni, vale a dire:
- essere collegata direttamente a un punto terminale di una rete pubblica di
telecomunicazioni;
- o interfunzionare con una rete pubblica di telecomunicazioni, in quanto collegata
direttamente o indirettamente a un suo punto terminale per la trasmissione, il trattamento
o la ricezione di informazioni.
|
| apparecchi radiotrasmittenti |
Apparecchiature radio i cui trasmettitori,
compresi i dispositivi ausiliari, emettono o diffondono onde elettromagnetiche per le
radiocomunicazioni. |
| compatibilità elettromagnetica |
Lidoneità di un dispositivo, di
unapparecchiatura o di un sistema a funzionare nel proprio ambiente elettromagnetico
in modo soddisfacente senza introdurre disturbi elettromagnetici inaccettabili per tutto
ciò che si trova in tale ambiente. |
| disturbi elettromagnetici |
I fenomeni elettromagnetici che possono
alterare il funzionamento di un dispositivo, di unapparecchiatura o di un sistema. |
| elettromagnetismo |
Come si misura:
Di una emissione elettromagnetica si può misurare:
- lintensità del campo elettrico (Volt/metro, V/m) o di quello
magnetico (Tesla),
- la densità della potenza irradiata (Watt/metro², W/m²).
Laumento dei tumori viene associato alla presenza di forti campi magnetici (che
hanno pochi ostacoli) piuttosto che a quelli elettrici (che possono essere schermati).
Radiofrequenze e microonde:
Sono onde ad alta frequenza. Le radio frequenze sino a 300 Mhz
(milioni di cicli ogni secondo), le microonde sino a 300 Ghz (miliardi di cicli al
secondo).
Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti: le prime, che hanno
tanta energia da togliere un elettrone da un atomo e da alterarne quindi le
caratteristiche chimiche, comprendono radiazioni ultraviolette, raggi X, raggi Gamma.
Delle seconde, più deboli, fanno parte luce, microonde, onde radar, onde radio, onde a 50
Hertz (la frequenza della corrente domestica).
Distanze e tempi di esposizione: lintensità
dellenergia decresce molto con la distanza dalla sua sorgente. È stato calcolato
che lesposizione diurna media dovuta alle usuali attività elettriche di una casa è
confrontabile con quella ricevuta stando a 3 metri da una linea ad alta tensione di 380
kV. Ma si tratta di pochi minuti al giorno per gli elettrodomestici, 24 ore su 24 per chi
abita vicino agli elettrodotti.
I limiti di sicurezza: molti studi indicano come soglia limite
0.2 microTesla. Il che vuol dire, per una linea a 380 kVolt una distanza di 130 ÷ 150
metri. Le attuali norme di sicurezza fissano a 28 metri questo limite. |
| frequenza |
È ununità di misura spesso usata
nel campo dell'elettronica o delle telecomunicazioni. Corrisponde allinverso del
periodo, ovvero al tempo impiegato da una certa grandezza per raggiungere nuovamente lo
stesso valore; da questo si può capire che la frequenza non è altro che il numero di
periodi che si susseguono nellunità di tempo. La frequenza si misura in HERTZ (secondi^-1).
Facendo un esempio possiamo dire che se si ha una frequenza di 10hz, vuol dire che ci sono
dieci periodi (considerati in genere cicli) in un secondo. |
Hz |
Hertz, unità di misura della frequenza. |
Ghz |
Gigahertz, miliardi di hertz. |
Mhz |
Megahertz, milioni di hertz. |
Khz |
Kilohertz, migliaia di hertz. |
T |
Tesla, unità di misura del campo
magnetico. |
NIR |
Non Ionizing Radiation, radiazioni non
ionizzanti, comprese in un range di frequenza tra 0 Hz e 3000 THz, |
ELF |
Extremely Low Frequency, Frequenze
estremamente basse, comprese in un range di frequenza tra 0 Hz e 3 kHz |
RF |
Radio Frequency, Radio frequenze, comprese
in un range di frequenza tra 30 kHz e 300 MHz, da LF a VHF |
LF |
Low Frequency, comprese in un range
di frequenza tra 30 kHz - 300 kHz |
MF |
Medium Frequency, comprese in un range
di frequenza tra 300 kHz - 3 MHz |
HF |
3 MHz - 30 MHz High Frequency, comprese in
un range di frequenza tra |
VHF |
Very High Frequency, comprese in un range
di frequenza tra 30 MHz -300 MHz |
VLF |
Very Low Frequency, comprese in un range
di frequenza tra
3 kHz - 30 kHz |
MW |
Micro Wawes, Micro onde, comprese in un range
di frequenza tra 300 MHz e 300 GHz, da UHF a EHF |
UHF |
Ultra High Frequency, comprese in un range
di frequenza tra 300 MHz - 3 GHz |
SHF |
Super High Frequency, comprese in un range
di frequenza tra 3 GHz - 30 GHz |
EHF |
Extremely High Frequency, comprese in un range
di frequenza tra 30 GHz - 300 GHz |
UV |
Ultra Violet, Ultravioletto, comprese in
un range di frequenza tra 750 THz 3000 THz, |
50 hz |
È la frequenza comunemente impiegata
nella trasmissione (elettrodi) e nell'utilizzo dell'energia elettrica per usi civili e
industriali. |
V/m |
Volt per ogni metro, unità di misura del
campo elettrico. |
V |
Volt, unità di misura della tensione. |
A |
Ampere, unità di misura dell'intensità
di corrente. |
W |
Watt, unità di misura della potenza. |
| esposizione |
È la condizione di una persona soggetta a
campi elettrici, magnetici, elettromagnetici, o a correnti di contatto, di origine
artificiale. |
| laboratorio di prova accreditato |
Il laboratorio di prova accreditato sulla
base del decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 614, che esegue le prove prescritte
dalle regole tecniche comuni e dalle regole e norme tecniche europee e nazionali. |
| limite di esposizione |
È il valore di campo elettrico, magnetico
ed elettromagnetico, considerato come valore di immissione, definito ai fini della tutela
della salute da effetti acuti, che non deve essere superato in alcuna condizione di
esposizione dalla popolazione e dai lavoratori per le finalità di cui all'articolo 1,
comma 1, lettera a) della Legge 36/01. |
| microonde |
Comprendono onde di lunghezza tra 0.3 m e
10^-3m e sono utilizzate per comunicazioni radar, via satellite, ponti radio. |
| onde a radiofrequenza |
Sono le frequenze comprese tra alcuni Hz e
10^9 Hz e sono utilizzate principalmente per trasmissioni radio-televisive. |
| radioamatore |
Persona, debitamente autorizzata, che si
interessa di radiotecnica a titolo puramente personale e senza scopo di lucro, che
partecipa al servizio di radiocomunicazione "damatore" avente per oggetto
l'istruzione individuale, l'intercomunicazione e gli studi tecnici. |
| SRB |
Stazioni Radio Base per la telefonia
mobile |
| valore di attenzione |
È il valore di campo elettrico, magnetico
ed elettromagnetico, considerato come valore di immissione, che non deve essere superato
negli ambienti abitativi, scolastici e nei luoghi adibiti a permanenze prolungate per le
finalità di cui all'articolo 1, comma 1, lettere b) e c) della Legge 36/01. Costituisce
misura di cautela ai fini della protezione da possibili effetti a lungo termine e deve
essere raggiunto nei tempi e nei modi previsti dalla legge. |
|
|
|
NATURA |
|
|
| ANPA |
Agenzia Nazionale per la
Protezione dell’Ambiente |
| P.T.C. |
Piano territoriale di
coordinamento |
| pSIC |
Siti classificabili di
Importanza Comunitaria.
Per la Regione Toscana crf.
Legge Regionale 56/2000. |
| Rete
europea natura 2000 |
In base alla direttiva
Habitat, recepita in Italia col DPR 357/1997, tutti i SIR (siti di
interesse regionale) devono costituire la Rete natura 2000. |
| SIN |
Siti di Interesse
Nazionale.
Per la Regione Toscana crf.
Legge Regionale 56/2000. |
| SIR |
Siti di Importanza
Regionale.
Per la Regione Toscana crf.
Legge Regionale 56/2000. |
| SIR |
Siti di Interesse
Regionale.
Per la Regione Toscana crf.
Legge Regionale 56/2000. |
| ZPS |
Zone di protezione
speciale.
Ai sensi della direttiva
"Uccelli selvatici". |
|
TERREMOTI E RISCHIO
SISMICO |
| accelerometro |
Strumento che misura
l'accelerazione del suolo (vedi anche RAN). |
| accelerazione |
Spostamento al suolo dovuto
alle azioni dinamiche del sisma, misurato in m/sec2 . |
| asismico,
territorio |
Area dove, sulla base dei
dati storici, non si sono mai verificati terremoti. |
| astenosfera |
Parte del mantello limitata
superiormente dalla litosfera (fra i 70 ed i 100 Km di profondità) e
inferiormente dalla mesosfera (circa 700 Km di profondità). L'astenosfera
è composta da rocce parzialmente allo stato fuso e ad elevata viscosità. |
| azione sismica
di progetto |
Valori delle forze
orizzontali definiti dalla vigente normativa sismica che devono essere
introdotti nei calcoli per la progettazione degli edifici per contrastare
le azioni del terremoto, ai quali devono resistere gli edifici in zona
sismica. |
| crosta terreste |
Parte superficiale della
terra compresa tra la superficie libera ed il mantello. La profondità
della crosta varia tra i 6-7 Km sotto gli oceani ed i 50 Km sotto i
continenti. |
| deriva dei
continenti |
Ipotesi formulata nel 1915
secondo la quale gli attuali continenti si sarebbero formati dalla
fratturazione di un unico continente primordiale (Pangea). |
| emergenza |
Periodo immediatamente
seguente un disastro. Dura fino allo sgombero delle macerie. |
| epicentro |
Punto della superficie
terrestre più vicino all'ipocentro. |
| faglia |
Frattura o discontinuità
di una massa rocciosa (vedi anche piano di faglia). |
| faglia attiva |
Faglia che presenta
evidenze di movimenti avvenuti nel corso degli ultimi 10.000 anni, per cui
si presume che i movimenti (e quindi anche i terremoti) possano ancora
verificarsi. |
| faglia trasforme |
Tipo di faglia verticale
con spostamenti solo orizzontali, caratteristica di alcune zone d'incontro
di zolle litosferiche. |
| faglia, piano di |
Superficie che separa due
blocchi di roccia dislocati da una faglia. |
| geodesia |
Disciplina che studia la
forma della terra specialmente in relazione alla forza di gravità. |
| geodinamica |
Studio dei processi che
avvengono nel globo in relazione alle forze che vi agiscono. |
| geofisica |
Disciplina che indaga sulle
caratteristiche fisiche del globo. |
| geotecnica |
Disciplina che si occupa
delle caratteristiche meccaniche dei terreni di fondazione. |
| Gutemberg,
discontinuità di |
La zona che separa il
mantello dal nucleo esterno. Si situa a 2883 Km di profondità. Fu
scoperta per la prima volta da B. Gutemberg. |
| intensità |
Valore che indica il grado
di danneggiamento prodotto da un terremoto, ad essa si associa la scala
MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg). |
| ipocentro |
Punto della crosta
terrestre dove si localizza il terremoto. |
| isosisma o
isosista |
Linea che congiunge (o
racchiude) punti di uguale intensità sismica. |
| liquefazione del
terreno |
Totale perdita di
consistenza dei terreni, composti da sabbia molto fine, in conseguenza
dello scuotimento prodotto dal terremoto molto violento, in presenza di
particolari caratteristiche del terreno. |
| litosfera |
Parte solida del globo
terrestre, composta dalla crosta e dalla parte superiore del mantello. Più
sottile sotto gli oceani e più spessa sotto i continenti, la sua
profondità varia tra i 70 e i 100 km. |
| macrosismica |
Disciplina che si occupa
dei terremoti in relazione al loro impatto sull'ambiente. |
| magnitudo |
Misura della potenza di un
terremoto all'ipocentro. Si calcola in sismogrammi, ad esso si associa la
scala Richter. |
| mantello |
Costituisce gran parte del
globo terrestre. E' compreso tra la crosta e il nucleo, a 2883 km di
profondità. |
| maremoto |
Onde marine causate da
movimenti dei fondali oceanici, generalmente prodotti da terremoti
(denominati anche "Tsunami"). |
| mesosfera |
Mantello inferiore,
compreso tra l'astenosfera, a circa 700 km di profondità, e la
discontinuità di Gutenberg. |
| microzonazione
sismica |
Suddivisione di un'area
sismica con estremo dettaglio, in base alle differenze di risposta
sismica. Solitamente l' area investigata raggiunge al massimo quella di
una città. |
| nucleo terrestre |
Separato dal mantello dalla
discontinuità di Gutenberg è la parte più interna del globo. Si compone
di 2 porzioni: nucleo interno e nucleo esterno. Si presume che il primo
sia allo stato solido e il secondo allo stato liquido. In quest'ultimo,
secondo molti studiosi, si produrrebbe il campo magnetico terrestre. |
| onde
longitudinali (onde P) |
Onde longitudinali (onde P)
onde sismiche che si propagano nei solidi attraverso variazioni di volume.
Il moto è parallelo alla direzione di propagazione (da cui onde
longitudinali). Sono chiamate P, dal latino “primae”, perché
viaggiano più veloci delle altre. |
| onde di taglio
(onde S) |
Onde sismiche che si
propagano nei solidi attraverso deformazione del mezzo. Il moto è
perpendicolare alla direzione di propagazione (da cui onde di taglio).
Sono chiamate S dal latino ”secundae”, perché arrivano dopo le P. |
| onde sismiche
(elastiche) |
Onde prodotte dal
terremoto, dette anche onde elastiche per il comportamento delle rocce
attraverso le quali si propagano. |
| onde
superficiali |
Onde sismiche che si
propagano lungo le superfici di discontinuità |
| Pangèa |
Supercontinente esistente,
secondo la teoria della tettonica a zolle, nell'era secondaria. Dalla sua
frammentazione avrebbero avuto origine gli attuali continenti. |
| pericolosità
sismica |
Valore dello scuotimento,
prodotto dal terremoto, che ci si attende in una determinata area. |
| periodo di
ritorno |
Intervallo medio di tempo
intercorrente tra un terremoto e un altro di pari magnitudo (o intensità)
nella stessa zona. |
| preliminari,
scosse |
Eventi sismici di non
elevata magnitudo che, a volte, precedono l'evento principale. |
| repliche, scosse |
Eventi sismici che seguono
la scossa principale. |
| reti sismiche |
Insieme di stazioni
sismiche collegate tra loro. |
| rete
accelerometrica nazionale (RAN) |
Insieme di stazioni
sismiche di tipo accelerometrico. |
| ricostruzione
primaria |
Segue la fase di ripristino
e si conclude quando è stato ristabilito il livello socioeconomico
anteriore al disastro. |
| ricostruzione
secondaria |
Insieme degli interventi
post-disastro aventi per obbiettivo il miglioramento del livello
socioeconomico della zona colpita rispetto alla situazione anteriore al
disastro. |
| ripristino |
Fase che segue l'emergenza.
Riguarda la rimessa in funzione dei principali servizi pubblici e segna il
ritorno della zona a livelli socioeconomici relativamente stabili. |
| rischio sismico |
Valore complessivo del
danno atteso da un terremoto in una determinata zona sismica. |
| scala d'intensità
MCS |
Scala per la valutazione
degli effetti prodotti da terremoti su persone, manufatti e sull'ambiente
naturale. |
| scala Richter |
Definita scala in modo
improprio, indica il valore che assume il magnitudo. |
| sciame,
terremoto a |
Terremoto che si presenta
con una serie di eventi distribuiti temporalmente senza un andamento
regolare dei valori di magnitudo. |
| sismicità |
Valore della pericolosità
sismica in una determinata area. |
| sismogenesi |
Studio delle cause e delle
zone origini dei terremoti. |
| sismografo |
Strumento scrivente per la
rilevazione delle onde sismiche. |
| sismogramma |
Tracciato grafico di un
terremoto registrato da un sismografo. |
| sismologia |
Disciplina che studia i
terremoti. |
| sismometro |
Strumento per la
rilevazione di eventi sismici. In generale si indica lo strumento moderno
di tipo elettromagnetico. |
| stazione sismica |
Luogo in cui sono collocati
gli strumenti di rilevazione (sismometri o accelerometri). |
| tettonica a
zolle |
Teoria che spiega la
dinamica della parte più superficiale della terra (orogenesi,
vulcanesimo, sismicità ecc.) a partire dai movimenti orizzontali delle
zolle litosferiche e delle loro reciproche interazioni. |
| vulcano |
Apertura della crosta
terrestre che permette la risalita dei sottostanti magmi del mantello. |
| zolle o placche
litosferiche |
Parti in cui è suddivisa
la litosfera terrestre. |
| zona sismica |
Area soggetta a terremoti. |
| zonazione
sismica |
Suddivisione di un'area di
vaste dimensioni (ad esempio il territorio nazionale) sulla base del
valore della pericolosità sismica. |
|