REGIONE TOSCANA Vai al sito ius.regione.toscana.it
GLOSSARIO

Il presente glossario tratta soltanto una parte degli argomenti contenuti sul sito

ACQUA

acque reflue

Acque di scarico derivanti da attività industriali o da scarichi domestici. Possono essere versate nell'ambiente esterno nel rispetto della normativa sugli scarichi; nel caso di superamento dei valori dei di contaminazione necessitano invece di un adeguato trattamento.

AE

Abitanti Equivalenti

Bacino Idrografico Il territorio dal quale le acque pluviali o di fusione delle nevi e dei ghiacciai, defluendo in superficie, si raccolgono in un determinato corso d'acqua direttamente o a mezzo di affluenti, nonché il territorio che può essere allagato dalle acque del medesimo corso d'acqua, ivi compresi i suoi rami terminali con le foci in mare ed il litorale marittimo prospiciente; qualora un territorio possa essere allagato dalle acque di più corsi di acqua, esso si intende ricadente nel bacino idrografico il cui bacino imbrifero montano ha la superficie maggiore (art.1  Legge 18 maggio 1989, n.183)
biocenosi

Associazione biologica di specie diverse in complessi faunistici e floristici che si ritrovano in più luoghi e in condizioni d’ambiente determinate.

bivalvi

Classe di molluschi, così chiamati per avere il corpo racchiuso da una conchiglia bivalve, in genere molto sviluppata e talvolta a madreperlacea.

captazione

Cattura di acque.

carico organico potenziale

Il carico organico potenziale fornisce la stima, espressa in abitanti equivalenti (AE), dei carichi organici (biodegradabili) totali presenti in una certa area derivanti da attività di origine civile, zootecnica o industriale. Il calcolo si effettua attraverso dei coefficienti di conversione. Ad esempio:

1 residente = 1AE

presenze turistiche/365 = AE

1 bovino = 8.16 AE

1 equino = 8.08 AE

ovo-caprini = 1.78 AE

suini = 1.95 AE

1 pollame = 0.20 AE

carico trofico potenziale

Il carico trofico potenziale fornisce la stima, calcolata per azoto e fosforo, delle quantità potenzialmente immesse nell’ambiente appunto di azoto e fosforo, elementi derivanti da attività di origine civile, agricola (valutando separatamente gli apporti zootecnici, da terreni coltivati, e da terreni incolti) e industriale.

classi dell’indice trofico

v. TRIX

eutrofizzazione

Arricchimento delle acque di sali nutritivi che provoca cambiamenti tipici quali l'eccessivo incremento della produzione di alghe e piante acquatiche, con conseguente maggior consumo d'ossigeno, che alla fine del ciclo vitale vanno in decomposizione.

IBE

Indice Biotico Esteso.

È un indice che valuta la comunità degli invertebrati bentonici (che vivono almeno una parte del loro ciclo biologico a contatto con i substrati di un corso d’acqua). Consente di avere un’immagine complessiva della situazione ecologica di un corso d’acqua, anche in relazione a eventi inquinanti avvenuti nel passato.

È rappresentato in 5 classi di qualità: 1 = ambiente non inquinato; 5 = ambiente fortemente inquinato.

indicatore ambientale per le acque dolci superficiali

L’indicatore è definito da;

  • l’indice biotico esteso, IBE, basato sull’analisi della struttura delle comunità biologiche dei fiumi;
  • l’indice qualità chimica, LIM, tiene conto della concentrazione nelle acque dei principali parametri significativi per la caratterizzazione dello stato di inquinamento, denominati macrodescrittori;
  • l’indice di qualità ecologica, SECA, che fornisce una rappresentazione complessa basata sulla valutazione integrata dei due indici precedenti.
IQB

Indice di qualità batteriologico delle acque di balneazione.

Evidenzia la presenza di batteri provenienti da scarichi civili (coliformi fecali o streptococchi fecali) nelle acque di balneazione. La qualità dell’acqua è tanto migliore quanto più alto è il valore percentuale di campioni esenti da contaminazioni batteriche.

LIM

Livello Inquinamento Macrodescrittori, indice qualità chimica.

È un indice sintetico di inquinamento introdotto dal DLgs.152/1999. Mette in relazione nutrienti, sostanze organiche biodegradabili, ciclo dell’oossigeno e inquinamento microbiologico.

È rappresentato in 5 livelli: da 1=ottimo a 5=pessimo.

piezometrico

Relativo alla pressione in un punto di una massa fluida.

SCAS

Indice dello stato chimico delle acque sotterranee.

SECA

Stato Ecologico dei Corsi d'Acqua.

È un indice introdotto dal DLgs.152/1999. Si ottiene incrociando i risultati del LIM e dell’IBE e considerando il risultato peggiore dei due.

È rappresentato in 5 classi che vanno da classe 1 = qualità elevata a classe 5 = qualità pessima.

servizio idrico integrato

Si intende quale l’insieme dei servizi pubblici e privati di captazione, adduzione e distribuzione delle acque a uso civile, di fognatura e depurazione dei reflui.

SQuAS

Indice dello stato quantitativo delle acque sotterranee.

subsidenza

In geologia, movimento del fondo marino, che tende ad abbassarsi sotto il peso dei sedimenti che si accumulano sopra di esso.

TRIX

Indice trofico.

Descrive le condizioni trofiche delle acque marine attraverso la combinazione di 4 parametri (ossigeno disciolto, clorofilla "a", fosforo e azoto). Il grado di trofia si esprime in una scala da 0 a 8, messo a confronto con l’indicatore della qualità di cui al D. Lgs. 152/99:

6-8 = scadente

5-6 = mediocre

4-5 = buono

2-4 = elevato

trofismo

In biologia, sinonimo di nutrizione: stato di nutrizione di un organismo o di parte di esso.

AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

autorità competente

La medesima autorità statale competente al rilascio del provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale ai sensi della vigente normativa o l'autorità individuata dalla regione, tenuto conto dell'esigenza di definire un unico procedimento per il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale.

autorizzazione integrata ambientale

Il provvedimento che autorizza l'esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire la conformità ai requisiti previsti dal Decreto Legislativo 372/99 "Attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento". Un'autorizzazione integrata ambientale può valere per uno o più impianti o per parti di essi, che siano localizzati sullo stesso sito e gestiti dal medesimo gestore.

emissione

Lo scarico diretto o indiretto, da fonti puntiformi o diffuse dell'impianto, di sostanze, vibrazioni, calore o rumore nell'aria, nell'acqua ovvero nel suolo.

gestore Qualsiasi persona fisica o giuridica che detiene o gestisce l'impianto.
impianto

L'unità tecnica permanente in cui sono svolte una o più attività elencate nell'allegato I al Decreto Legislativo 372/99 "Attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento" e qualsiasi altra attività accessoria, che siano tecnicamente connesse con le attività svolte nel luogo suddetto e possano influire sulle emissioni e sull'inquinamento.

impianto esistente

Un impianto in esercizio, ovvero un impianto che, ai sensi della legislazione vigente anteriormente alla data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 372/99 "Attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento", abbia ottenuto tutte le autorizzazioni ambientali necessarie per il suo esercizio o il provvedimento positivo di compatibilità ambientale. E' considerato altresì esistente l'impianto per il quale, alla data di entrata in vigore del decreto, siano state presentate richieste complete delle predette autorizzazioni, a condizione che esso entri in funzione entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto citato.

inquinamento

L'introduzione diretta o indiretta, a seguito di attività umana, di sostanze, vibrazioni, calore o rumore nell'aria, nell'acqua o nel suolo, che potrebbero nuocere alla salute umana o alla qualità dell'ambiente, causare il deterioramento di beni materiali, oppure danni o perturbazioni a valori ricreativi dell'ambiente o ad altri suoi legittimi usi.

migliori tecniche disponibili

La più efficiente e avanzata fase di sviluppo di attività e relativi metodi di esercizio indicanti l'idoneità pratica di determinate tecniche a costituire, in linea di massima, la base dei valori limite di emissione intesi ad evitare oppure, ove ciò si riveli impossibile, a ridurre in modo generale le emissioni e l'impatto sull'ambiente nel suo complesso (la definizione è riportata all'art. 2, punto 12 del Decreto Legislativo 372/99 "Attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento"). In particolare si intende per:
- tecniche sia le tecniche impiegate, sia le modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura dell.impianto;
- disponibili le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta l'applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide nell'ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte in ambito nazionale, purché il gestore possa avervi accesso a condizioni ragionevoli;
- migliori le tecniche più efficaci per ottenere un elevato livello di protezione dell'ambiente nel suo complesso.

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO

apparecchi

Tutti i dispositivi elettrici ed elettronici nonché le apparecchiature, i sistemi e gli impianti contenenti componenti elettrici o elettronici.

apparecchiatura terminale

Di seguito indicata con la parola "terminale", un'apparecchiatura di telecomunicazioni, destinata ad essere collegata mediante un sistema cablato, radio, ottico o altro sistema elettromagnetico ad una rete pubblica di telecomunicazioni, vale a dire:

  1. essere collegata direttamente a un punto terminale di una rete pubblica di telecomunicazioni;
  2. o interfunzionare con una rete pubblica di telecomunicazioni, in quanto collegata direttamente o indirettamente a un suo punto terminale per la trasmissione, il trattamento o la ricezione di informazioni.
apparecchi radiotrasmittenti

Apparecchiature radio i cui trasmettitori, compresi i dispositivi ausiliari, emettono o diffondono onde elettromagnetiche per le radiocomunicazioni.

compatibilità elettromagnetica

L’idoneità di un dispositivo, di un’apparecchiatura o di un sistema a funzionare nel proprio ambiente elettromagnetico in modo soddisfacente senza introdurre disturbi elettromagnetici inaccettabili per tutto ciò che si trova in tale ambiente.

disturbi elettromagnetici

I fenomeni elettromagnetici che possono alterare il funzionamento di un dispositivo, di un’apparecchiatura o di un sistema.

elettromagnetismo

Come si misura:

Di una emissione elettromagnetica si può misurare:

- l’intensità del campo elettrico (Volt/metro, V/m) o di quello magnetico (Tesla),

- la densità della potenza irradiata (Watt/metro², W/m²). L’aumento dei tumori viene associato alla presenza di forti campi magnetici (che hanno pochi ostacoli) piuttosto che a quelli elettrici (che possono essere schermati).

Radiofrequenze e microonde:

Sono onde ad alta frequenza. Le radio frequenze sino a 300 Mhz (milioni di cicli ogni secondo), le microonde sino a 300 Ghz (miliardi di cicli al secondo).

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti: le prime, che hanno tanta energia da togliere un elettrone da un atomo e da alterarne quindi le caratteristiche chimiche, comprendono radiazioni ultraviolette, raggi X, raggi Gamma. Delle seconde, più deboli, fanno parte luce, microonde, onde radar, onde radio, onde a 50 Hertz (la frequenza della corrente domestica).

Distanze e tempi di esposizione: l’intensità dell’energia decresce molto con la distanza dalla sua sorgente. È stato calcolato che l’esposizione diurna media dovuta alle usuali attività elettriche di una casa è confrontabile con quella ricevuta stando a 3 metri da una linea ad alta tensione di 380 kV. Ma si tratta di pochi minuti al giorno per gli elettrodomestici, 24 ore su 24 per chi abita vicino agli elettrodotti.

I limiti di sicurezza: molti studi indicano come soglia limite 0.2 microTesla. Il che vuol dire, per una linea a 380 kVolt una distanza di 130 ÷ 150 metri. Le attuali norme di sicurezza fissano a 28 metri questo limite.

frequenza

È un’unità di misura spesso usata nel campo dell'elettronica o delle telecomunicazioni. Corrisponde all’inverso del periodo, ovvero al tempo impiegato da una certa grandezza per raggiungere nuovamente lo stesso valore; da questo si può capire che la frequenza non è altro che il numero di periodi che si susseguono nell’unità di tempo. La frequenza si misura in HERTZ (secondi^-1). Facendo un esempio possiamo dire che se si ha una frequenza di 10hz, vuol dire che ci sono dieci periodi (considerati in genere cicli) in un secondo.

Hz

Hertz, unità di misura della frequenza.

Ghz

Gigahertz, miliardi di hertz.

Mhz

Megahertz, milioni di hertz.

Khz

Kilohertz, migliaia di hertz.

T

Tesla, unità di misura del campo magnetico.

NIR

Non Ionizing Radiation, radiazioni non ionizzanti, comprese in un range di frequenza tra 0 Hz e 3000 THz,

ELF

Extremely Low Frequency, Frequenze estremamente basse, comprese in un range di frequenza tra 0 Hz e 3 kHz

RF

Radio Frequency, Radio frequenze, comprese in un range di frequenza tra 30 kHz e 300 MHz, da LF a VHF

LF

Low Frequency, comprese in un range di frequenza tra 30 kHz - 300 kHz

MF

Medium Frequency, comprese in un range di frequenza tra 300 kHz - 3 MHz

HF

3 MHz - 30 MHz High Frequency, comprese in un range di frequenza tra

VHF

Very High Frequency, comprese in un range di frequenza tra 30 MHz -300 MHz

VLF

Very Low Frequency, comprese in un range di frequenza tra

3 kHz - 30 kHz

MW

Micro Wawes, Micro onde, comprese in un range di frequenza tra 300 MHz e 300 GHz, da UHF a EHF

UHF

Ultra High Frequency, comprese in un range di frequenza tra 300 MHz - 3 GHz

SHF

Super High Frequency, comprese in un range di frequenza tra 3 GHz - 30 GHz

EHF

Extremely High Frequency, comprese in un range di frequenza tra 30 GHz - 300 GHz

UV

Ultra Violet, Ultravioletto, comprese in un range di frequenza tra 750 THz 3000 THz,

50 hz

È la frequenza comunemente impiegata nella trasmissione (elettrodi) e nell'utilizzo dell'energia elettrica per usi civili e industriali.

V/m

Volt per ogni metro, unità di misura del campo elettrico.

V

Volt, unità di misura della tensione.

A

Ampere, unità di misura dell'intensità di corrente.

W

Watt, unità di misura della potenza.

esposizione

È la condizione di una persona soggetta a campi elettrici, magnetici, elettromagnetici, o a correnti di contatto, di origine artificiale.

laboratorio di prova accreditato

Il laboratorio di prova accreditato sulla base del decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 614, che esegue le prove prescritte dalle regole tecniche comuni e dalle regole e norme tecniche europee e nazionali.

limite di esposizione

È il valore di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, considerato come valore di immissione, definito ai fini della tutela della salute da effetti acuti, che non deve essere superato in alcuna condizione di esposizione dalla popolazione e dai lavoratori per le finalità di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) della Legge 36/01.

microonde

Comprendono onde di lunghezza tra 0.3 m e 10^-3m e sono utilizzate per comunicazioni radar, via satellite, ponti radio.

onde a radiofrequenza

Sono le frequenze comprese tra alcuni Hz e 10^9 Hz e sono utilizzate principalmente per trasmissioni radio-televisive.

radioamatore

Persona, debitamente autorizzata, che si interessa di radiotecnica a titolo puramente personale e senza scopo di lucro, che partecipa al servizio di radiocomunicazione "d’amatore" avente per oggetto l'istruzione individuale, l'intercomunicazione e gli studi tecnici.

SRB

Stazioni Radio Base per la telefonia mobile

valore di attenzione

È il valore di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, considerato come valore di immissione, che non deve essere superato negli ambienti abitativi, scolastici e nei luoghi adibiti a permanenze prolungate per le finalità di cui all'articolo 1, comma 1, lettere b) e c) della Legge 36/01. Costituisce misura di cautela ai fini della protezione da possibili effetti a lungo termine e deve essere raggiunto nei tempi e nei modi previsti dalla legge.

NATURA

ANPA

Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente

P.T.C.

Piano territoriale di coordinamento

pSIC

Siti classificabili di Importanza Comunitaria.

Per la Regione Toscana crf. Legge Regionale 56/2000.

Rete europea natura 2000

In base alla direttiva Habitat, recepita in Italia col DPR 357/1997, tutti i SIR (siti di interesse regionale) devono costituire la Rete natura 2000.

SIN

Siti di Interesse Nazionale.

Per la Regione Toscana crf. Legge Regionale 56/2000.

SIR

Siti di Importanza Regionale.

Per la Regione Toscana crf. Legge Regionale 56/2000.

SIR

Siti di Interesse Regionale.

Per la Regione Toscana crf. Legge Regionale 56/2000.

ZPS

Zone di protezione speciale.

Ai sensi della direttiva "Uccelli selvatici".

TERREMOTI E RISCHIO SISMICO

accelerometro

Strumento che misura l'accelerazione del suolo (vedi anche RAN).

accelerazione

Spostamento al suolo dovuto alle azioni dinamiche del sisma, misurato in m/sec2 .

asismico, territorio

Area dove, sulla base dei dati storici, non si sono mai verificati terremoti.

astenosfera

Parte del mantello limitata superiormente dalla litosfera (fra i 70 ed i 100 Km di profondità) e inferiormente dalla mesosfera (circa 700 Km di profondità). L'astenosfera è composta da rocce parzialmente allo stato fuso e ad elevata viscosità.

azione sismica di progetto

Valori delle forze orizzontali definiti dalla vigente normativa sismica che devono essere introdotti nei calcoli per la progettazione degli edifici per contrastare le azioni del terremoto, ai quali devono resistere gli edifici in zona sismica.

crosta terreste

Parte superficiale della terra compresa tra la superficie libera ed il mantello. La profondità della crosta varia tra i 6-7 Km sotto gli oceani ed i 50 Km sotto i continenti.

deriva dei continenti

Ipotesi formulata nel 1915 secondo la quale gli attuali continenti si sarebbero formati dalla fratturazione di un unico continente primordiale (Pangea).

emergenza

Periodo immediatamente seguente un disastro. Dura fino allo sgombero delle macerie.

epicentro

Punto della superficie terrestre più vicino all'ipocentro.

faglia

Frattura o discontinuità di una massa rocciosa (vedi anche piano di faglia).

faglia attiva

Faglia che presenta evidenze di movimenti avvenuti nel corso degli ultimi 10.000 anni, per cui si presume che i movimenti (e quindi anche i terremoti) possano ancora verificarsi.

faglia trasforme

Tipo di faglia verticale con spostamenti solo orizzontali, caratteristica di alcune zone d'incontro di zolle litosferiche.

faglia, piano di

Superficie che separa due blocchi di roccia dislocati da una faglia.

geodesia

Disciplina che studia la forma della terra specialmente in relazione alla forza di gravità.

geodinamica

Studio dei processi che avvengono nel globo in relazione alle forze che vi agiscono.

geofisica

Disciplina che indaga sulle caratteristiche fisiche del globo.

geotecnica

Disciplina che si occupa delle caratteristiche meccaniche dei terreni di fondazione.

Gutemberg, discontinuità di

La zona che separa il mantello dal nucleo esterno. Si situa a 2883 Km di profondità. Fu scoperta per la prima volta da B. Gutemberg.

intensità

Valore che indica il grado di danneggiamento prodotto da un terremoto, ad essa si associa la scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg).

ipocentro

Punto della crosta terrestre dove si localizza il terremoto.

isosisma o isosista

Linea che congiunge (o racchiude) punti di uguale intensità sismica.

liquefazione del terreno

Totale perdita di consistenza dei terreni, composti da sabbia molto fine, in conseguenza dello scuotimento prodotto dal terremoto molto violento, in presenza di particolari caratteristiche del terreno.

litosfera

Parte solida del globo terrestre, composta dalla crosta e dalla parte superiore del mantello. Più sottile sotto gli oceani e più spessa sotto i continenti, la sua profondità varia tra i 70 e i 100 km.

macrosismica

Disciplina che si occupa dei terremoti in relazione al loro impatto sull'ambiente.

magnitudo

Misura della potenza di un terremoto all'ipocentro. Si calcola in sismogrammi, ad esso si associa la scala Richter.

mantello

Costituisce gran parte del globo terrestre. E' compreso tra la crosta e il nucleo, a 2883 km di profondità.

maremoto

Onde marine causate da movimenti dei fondali oceanici, generalmente prodotti da terremoti (denominati anche "Tsunami").

mesosfera

Mantello inferiore, compreso tra l'astenosfera, a circa 700 km di profondità, e la discontinuità di Gutenberg.

microzonazione sismica

Suddivisione di un'area sismica con estremo dettaglio, in base alle differenze di risposta sismica. Solitamente l' area investigata raggiunge al massimo quella di una città.

nucleo terrestre

Separato dal mantello dalla discontinuità di Gutenberg è la parte più interna del globo. Si compone di 2 porzioni: nucleo interno e nucleo esterno. Si presume che il primo sia allo stato solido e il secondo allo stato liquido. In quest'ultimo, secondo molti studiosi, si produrrebbe il campo magnetico terrestre.

onde longitudinali (onde P)

Onde longitudinali (onde P) onde sismiche che si propagano nei solidi attraverso variazioni di volume. Il moto è parallelo alla direzione di propagazione (da cui onde longitudinali). Sono chiamate P, dal latino “primae”, perché viaggiano più veloci delle altre.

onde di taglio (onde S)

Onde sismiche che si propagano nei solidi attraverso deformazione del mezzo. Il moto è perpendicolare alla direzione di propagazione (da cui onde di taglio). Sono chiamate S dal latino ”secundae”, perché arrivano dopo le P.

onde sismiche (elastiche)

Onde prodotte dal terremoto, dette anche onde elastiche per il comportamento delle rocce attraverso le quali si propagano.

onde superficiali

Onde sismiche che si propagano lungo le superfici di discontinuità

Pangèa

Supercontinente esistente, secondo la teoria della tettonica a zolle, nell'era secondaria. Dalla sua frammentazione avrebbero avuto origine gli attuali continenti.

pericolosità sismica

Valore dello scuotimento, prodotto dal terremoto, che ci si attende in una determinata area.

periodo di ritorno

Intervallo medio di tempo intercorrente tra un terremoto e un altro di pari magnitudo (o intensità) nella stessa zona.

preliminari, scosse

Eventi sismici di non elevata magnitudo che, a volte, precedono l'evento principale.

repliche, scosse

Eventi sismici che seguono la scossa principale.

reti sismiche

Insieme di stazioni sismiche collegate tra loro.

rete accelerometrica nazionale (RAN)

Insieme di stazioni sismiche di tipo accelerometrico.

ricostruzione primaria

Segue la fase di ripristino e si conclude quando è stato ristabilito il livello socioeconomico anteriore al disastro.

ricostruzione secondaria

Insieme degli interventi post-disastro aventi per obbiettivo il miglioramento del livello socioeconomico della zona colpita rispetto alla situazione anteriore al disastro.

ripristino

Fase che segue l'emergenza. Riguarda la rimessa in funzione dei principali servizi pubblici e segna il ritorno della zona a livelli socioeconomici relativamente stabili.

rischio sismico

Valore complessivo del danno atteso da un terremoto in una determinata zona sismica.

scala d'intensità MCS

Scala per la valutazione degli effetti prodotti da terremoti su persone, manufatti e sull'ambiente naturale.

scala Richter

Definita scala in modo improprio, indica il valore che assume il magnitudo.

sciame, terremoto a

Terremoto che si presenta con una serie di eventi distribuiti temporalmente senza un andamento regolare dei valori di magnitudo.

sismicità

Valore della pericolosità sismica in una determinata area.

sismogenesi

Studio delle cause e delle zone origini dei terremoti.

sismografo

Strumento scrivente per la rilevazione delle onde sismiche.

sismogramma

Tracciato grafico di un terremoto registrato da un sismografo.

sismologia

Disciplina che studia i terremoti.

sismometro

Strumento per la rilevazione di eventi sismici. In generale si indica lo strumento moderno di tipo elettromagnetico.

stazione sismica

Luogo in cui sono collocati gli strumenti di rilevazione (sismometri o accelerometri).

tettonica a zolle

Teoria che spiega la dinamica della parte più superficiale della terra (orogenesi, vulcanesimo, sismicità ecc.) a partire dai movimenti orizzontali delle zolle litosferiche e delle loro reciproche interazioni.

vulcano

Apertura della crosta terrestre che permette la risalita dei sottostanti magmi del mantello.

zolle o placche litosferiche

Parti in cui è suddivisa la litosfera terrestre.

zona sismica

Area soggetta a terremoti.

zonazione sismica

Suddivisione di un'area di vaste dimensioni (ad esempio il territorio nazionale) sulla base del valore della pericolosità sismica.


rete toscana > ambiente e territorio > Glossario