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Centro Residenziale di Esperienza
Centro per l'educazione ambientale della Val di Cecina
Presentazione dell'ambiente Le caratteristiche naturali Le caratteristiche antropiche Le indicazioni pedagogico-didattiche Le risorse e i servizi disponibili La bibliografia La posizione geografica L'area della Comunità Montana della Val di Cecina si estende lungo la parte meridionale della provincia di Pisa. Il centro di educazione ambientale si trova presso l'Ostello della Gioventù nel centro di Volterra. I referenti Comunità Montana Val di Cecina - Via Roncalli 38 - 56045 Pomarance (PI) - Tel. 0588/62003 Fax 0588/62700 Cooperativa A.R.D.E.A. a r.l. Piazza Guerrazzi, 18 57123 Livorno Tel. e Fax 0586/881382 http://www.etrurianet.it/ardea e-mail: ardea@etrurianet.it II territorio della Comunità Montana è costituito dai Comuni di Castelnuovo Val di Cecina, Montecatini Val di Cecina, Monteverdi Marittimo, Pomarance e Volterra, con una superficie complessiva di 82291 ha. L'area è caratterizzata dal sistema idrografico del fiume Cecina e dei suoi affluenti, nonch da porzioni dei bacini del fiume Era e del fiume Cornia. Dove prevalgono le argille di origine pliocenica la morfologia è caratterizzata da dolci colline intervallate a calanchi e biancane, mentre le aree contraddistinte da substrato roccioso presentano aspri rilievi e profonde incisioni. Vastissime estensioni boschive denotano soprattutto la zona centromeridionale con una superficie boscata complessiva di oltre 36500 ha, nell'ambito della quale spiccano i complessi forestali di proprietà pubblica, che occupano poco meno di 10000 ha. L'agricoltura è di tipo estensivo, con prevalenza di colture cerealicole e di prati e pascoli permanenti. L'alta Val di Cecina conserva vastissime aree ad elevato grado di naturalità. Le numerose emergenze geologiche e geomorfologiche sono rappresentate da balze, calanchi, biancane, affioramenti rocciosi, manifestazioni endogene e sorgenti termali. Anche il sistema idrografico che caratterizza la valle del Cecina presenta numerosi corsi d'acqua che conservano un ambiente fluviale praticamente intatto come i torrenti Pavone, Trossa, Adio, Sellate, Sterza, Risecco, Ritasso, ecc. La vegetazione forestale vede la prevalenza delle formazioni di sclerofille sempreverdi mediterranee, a prevalenza di leccio e corbezzolo, accompagnati da viburno, fillirea, lentisco, eriche, mirto, con partecipazione di latifoglie decidue come orniello, acero minore, carpino nero. Nelle situazioni di transizione compaiono i boschi termofili caratterizzati da roverella e cerro, mentre sui versanti settentrionali e negli impluvi prevalgono i boschi mesofili a dominanza di cerro. Tutte queste formazioni sono ben rappresentate nei complessi forestali di proprietà pubblica, tra i quali spiccano le foreste di Berignone-Tatti e Monterufoli, caratterizzati inoltre, rispettivamente, l'uno per i boschi di latifoglie mesofile a dominanza di rovere, l'altro per le garighe di serpentinofite. Nella porzione a Sud, alle quote più elevate prevalgono le cerrete ed i castagneti. Dal punto di vista floristico, oltre alle serpentinofite si segnalano le orchidacee, presenti in una trentina di specie. A livello faunistico, tra i mammiferi, oltre ai diffusi ungulati, spicca la presenza del lupo; tra gli uccelli, presenti con un centinaio di specie nidificanti, sono da segnalare varie specie di rapaci diurni. II territorio dell'Alta Val di Cecina, conosciuto come "Volterrano", conserva la testimonianza di millenni di presenza ed attività umana in un contesto paesaggistico dai caratteri peculiari. Si tratta infatti di un ambiente costruito, con gli antichi borghi, le fortificazioni sui rilievi più elevati, il notevole repertorio di beni archeologici, architettonici ed artistici -che vedono nella città d'arte di Volterra il centro di attrazione-, nonchè caratterizzato dai segni delle attività per 1a ricerca e lo sfruttamento delle risorse naturali, che hanno nella geotermia (con i "soffioni boraciferi") l'espressione più conosciuta. Così accanto alle manifestazioni naturali ancora osservabili (putizze, lagoni, solfare) ed alle testimonianze dell'attività mineraria per l'estrazione del rame, il territorio è contraddistinto dall'intrico dei vapordotti e dalle moderne centrali geotermoelettriche. Un'altra peculiarità di quest'area è rappresentata dalla lavorazione artistica dell'alabastro, utilizzato già dagli etruschi per la costruzione delle urne cinerarie che possono essere ammirate nel Museo Guarnacci di Volterra. Le indicazioni pedagogico-didattiche Problematiche per le attività di ricerca: valorizzazione del territorio in esame attraverso gli aspetti naturali, storici, socio-economici; analisi dei problemi energetici e risorse energetiche non convenzionali (geotermia); studio delle testimonianze geologiche del territorio. Possibili obiettivi formativi: acquisizione di conoscenze di base a partire dall'osservazione diretta dei fenomeni naturali e delle testimonianze della presenza umana sul territorio; sviluppo della innata curiosità del ragazzo tesa a scoprire gli aspetti meno evidenti degli ecosistemi oggetto di studio; sviluppo della capacità di cogliere i rapporti esistenti tra i diversi esseri viventi all'interno di un ecosistema e tra questi e gli elementi fisici che lo condizionano; accrescimento della socializzazione in un nuovo contesto extra-scolastico; acquisizione delle basi per un approccio induttivo o deduttivo nello studio delle componenti un ecosistema; sviluppo della capacità di estrapolazione delle esperienze vissute e dei dati analizzati ad altre diverse situazioni ambientali; acquisizione dei dati sulle attività antropiche legate al territorio; sviluppo delle capacità di osservazione delle testimonianze culturali e di quelle legate alle attività estrattive. Contenuti in relazione alle aree disciplinari: - ecologia: l'adattamento a particolari condizioni climatiche; l'ecosistema torrentizio e fluviale; studio delle nicchie trofiche della fauna boschiva e loro interdipendenza con alcuni elementi dell'ecosistema; l'evoluzione delle biocenosi; - botanica: gli stadi evolutivi della macchia mediterranea; la fitosociologia e le basi del suo studio; la flora endemica delle serpentinofite. - geologia: l'inquadramento geologico, la serie Toscana e l'alloctono ligure; sedimenti di origine lacustre e loro sfruttamento, geomorfologia e fenomeni erosivi; morfologia fluviale; - zoologia: la fauna boschiva; metodi di osservazione e studio; analisi della nicchia trofica dei rapaci diurni; macroinvertebrati bentonici e loro utilizzo come indicatori della qualità delle acque; - storia: l'epoca etrusca e romana; le pievi medioevali; la realtà storica attraverso l'analisi delle attività antropiche legate al territorio; - educazione artistica: il disegno naturalistico, la schematizzazione grafica nello studio della vegetazione; - matematica: cenni di statistica; principi di insiemistica; elaborazione di diagrammi; - geografia e topografia: come si legge una carta; realizzazione di una carta tematica; - educazione tecnica: analisi delle attività legate ai fenomeni geotermici; l'attività estrattiva e la lavorazione dell'alabastro. Metodo di lavoro: inquadramento della realtà territoriale (dal punto di vista storico culturale ed ambientale), osservazione diretta sul campo di quanto brevemente descritto (escursioni), con applicazioni di facili metodologie standardizzate per lo studio ed il rilevamento dei diversi aspetti naturali (questi variano a seconda dei settori di interesse prescelti: botanica, zoologia, geologia, ecc.); analisi e rielaborazione dei dati raccolti sotto 1a guida dei docenti e degli esperti con l'aiuto di strumenti didattici appropriati; formulazione di ipotesi e trasferibilità dei dati, utilizzazione di giochi di ruolo per facilitare l'assimilazione dei concetti più complessi, restituzione dei concetti appresi tramite elaborati quali manifesti, ecc.
Di tipo didattico: dispense preparate specificamente su alcuni degli aspetti più caratteristici dell'ambiente oggetto di studio; guide e manuali a carattere generale (botanica, avifauna, rocce e minerali, ecc.) ovvero più particolare (guida al territorio, ecc.); schede didattiche per i rilievi sul campo e le successive rielaborazioni, strumentazione di supporto all'attività sul campo (binocoli, bussole, rotelle metriche, kit per la misurazione di parametri chimico-fisici delle acque, ecc.). Di tipo logistico: il fabbricato della Villa di Monterufoli, situato al centro del complesso forestale omonimo di proprietà della Regione Toscana e destinato alle funzioni di Centro di Educazione Ambientale, è in fase di ristrutturazione per accogliere circa 50 utenti, in una struttura dotata anche di sale pranzo, sale di studio e di attività oltre che di ampi spazi esterni e specifici itinerari didattici. In via transitoria le attività fanno riferimento all'Ostello per la gioventù di Volterra, di proprietà comunale ed in gestione alla Coop. Terra Uomini e Ambiente (Tel. 0588/85577), che dispone di 83 posti letto (in camere da 2 a 8 letti), sala pranzo, sala di studio ed attività, oltre che di un ampio parco interno. ANDREOTTI A., MACCHIO S., ROSSI G.L., Foreste di Berignone-Tatti e Monterufoli: Gli uccelli nidificanti, Comunità Montana della Val di Cecina, 1991 BETTINI D., SELVI S., Foreste di Berignone-Tatti e Monterufoli: La macchia mediterranea, Comunità montana della Val di Cecina, 1992 CARLI F., Volterra nel Medioevo e nel Rinascimento, Pacini Editore, 1976 Foreste di Berignone-Tatti e Monterufoli: Carta degli itinerari naturalistici, Comunità Montana della Val di Cecina, 1990 La natura e la cultura. Guida al territorio dell 'Alta Val di Cecina, Comunità Montana della Val di Cecina, 1987 FIUMI E., Volterra etrusca e romana, Pacini Editore, 1976 LAZZAROTTO A., MAZZANTI R., Geologia dell'Alta Val di Cecina, in "Boll. Soc. Geol. It.", n.6, 1995, pp. 1365-1487 MARRUCCI A., TRINCIARELLI V., Foreste di Berignone, Tatti e Monterufoli: Geologia, mineralogia e aspetti minerari, Comunità Montana della Val di Cecina, 1991 RAGGI G., BICCHI A.R., Studio idrogeologico e geomorfologico dei bacini dei fiumi Cecina e Fine, Bastogi Editore, 1985 TRINCIARELLI V., MARRUCCI A., Le rocce nel Volterrano, Consorzio gestione Museo e Biblioteca Guarnacci, 1990
ultimo aggiornamento 1/12/98
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