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Percorsi nell’Ambiente

 

Parco Naturale Regionale delle Alpi Apuane

 

Presentazione dell'ambiente   Le caratteristiche naturali   Le caratteristiche antropiche   Le indicazioni pedagogico-didattiche   Le risorse ed i servizi disponibili      La bibliografia

La posizione geografica

Il Parco delle Alpi Apuane comprende l'intera catena che corre con andamento pressoché parallelo alla costa in direzione Nord-Ovest Sud-Est tra le foci del Magra e del Serchio estendendosi per circa 543 Kmq di superficie, di cui 121 circa sono protetti da particolari norme di salvaguardia e gestiti quindi come "riserva naturale ".

Il Parco si raggiunge da Nord con l'autostrada A15, da Ovest con l'A12 e da Sud-Est con l'A11; la Statale 445 collega le valli della Lunigiana e della Garfagnana mentre la Provinciale di Arni attraversa la catena da Castelnuovo Garfagnana a Seravezza. Le linee ferrovarie Lucca-Aulla e la Litoranea Tirrenica servono i principali punti di partenza per le visite al parco.

I referenti

Centro Accoglienza e Visita Parco Alpi Apuane - Piazza delle Erbe, 1 - 55032 Castelnuovo Garfagnana (LU) Tel. e Fax 0583/644242

Centro Accoglienza e Visita Parco Alpi Apuane - Via C. Del Greco 11 - 55047 Seravezza (LU) Tel. 0584/757361 Fax 0584/757362

Centro Accoglienza e Visita Parco Alpi Apuane di Forno (MS) - Ex Filanda Tel. e Fax 0585/315300

LU4b.JPG (20535 byte)Presentazione dell’ambiente

Di natura calcarea, le Apuane presentano un'orografia molto accidentata, con esili creste e guglie che si innalzano improvvise, e versanti molto ripidi con valli incassate, che in pochi chilometri dalla costa versiliese e dal fondovalle del Serchio portano a sfiorare i duemila metri di altezza.

Le Apuane sono famose nel mondo per il marmo che vi si estrae e questa secolare attività ha segnato indelebilmente la morfologia della catena, creando un paesaggio per certi aspetti unico.

Le caratteristiche naturali

Il carsismo presenta imponenti manifestazioni di superficie come doline e marmitte, o fenomeni di dissoluzione epigea quali l'arco del Monte Forato o l'Altopiano della Vetricia, ma è sicuramente nel sottosuolo che si aprono LU4a.JPG (18001 byte)forse le maggiori meraviglie della catena. Antri, grotte, gallerie e abissi sono stati scavati dall'acqua che, assente in superficie, ritorna a fuoriscire con poderose sorgenti a quote più basse.

La diversa natura delle rocce produce l'alternarsi di zone a folta vegetazione con aree quasi completamente denudate. Dalla macchia mediterranea si passa ai querceti-carpineti e ai cerreto-carpineti, spesso sostituiti da boschi di castagno, per giungere infine alle faggete intorno ai 1000 m di quota. Le cime prive di vegetazione arborea accolgono specie rare ed endemiche, caratterizzate da vistose fioriture.

La fauna delle Alpi Apuane non annovera più i grandi mammiferi di un passato relativamente recente come la lince, il lupo o l'orso. Degni di nota rimangono alcune specie di chirotteri che vivono nelle profondità delle grotte e, tra i roditori, la piccola arvicola delle nevi. L'avifauna è degnamente rappresenta dall'aquila reale e dal gracchio corallino, quest'ultimo preso a simbolo dal Parco.

Le caratteristiche antropiche

Le Alpi Apuane sono state sottoposte da tempi immemorabili a diverse forme di sfruttamento da parte dell'uomo. Dalle attività di caccia dei primi frequentatori primitivi, ai terrazzamenti che strappavano terreno coltivabile ai pendii; l'uso dei pascoli e del bosco, la vita contadina legata al ciclo della castagna, tutto è ancora visibile nel territorio del Parco a testimonianza della presenza umana su queste montagne.

L'estrazione del marmo, forse già presente nell'epoca etrusca prima, e larghissimamente documentata nell'epoca romana poi, oltre a segnare indelebilmente il paesaggio, rendendolo per certi aspetti unico al mondo, ne ha caratterizzato il tessuto insediativo e la distribuzione demografica.

LU4c.JPG (22999 byte)Le indicazioni pedagogico-didattiche

La conformazione fisica del territorio e l'interazione secolare tra l'uomo e la montagna suggerisce soprattutto lo sviluppo dei temi legati all'effetto antropico sul territorio. Dall'analisi delle diverse attività umane (estrattiva, metallurgica, agricola e pastorale), affiorano numerosi spunti per vari approfondimenti interdisciplinari. Sotto il profilo naturalistico, il territorio suggerisce importanti tematiche legate alla geomorfologia carsica e alla speleologia.

Oltre ad acquisire nuove conoscenze sull'ambiente naturale e umano del Parco si può rafforzare negli studenti l'attitudine all'osservazione dell'ambiente che li circonda, acquisendo metodologie di ricerca scientifica.

Le diverse proposte didattiche che possono essere attivate sul territorio del Parco coinvolgono numerose discipline: dalla geologia alla botanica, alla zoologia, dalla storia alla geografia e all'ecologia. Ma per la morfologia stessa di queste montagne e per molti degli itinerari didattici proposti è l'educazione fisica che fa da catalizzatore per tutte le altre discipline. Molti soggiorni vengono proposti come itineranti, veri e propri trekking didattici, modulati sulle esigenze di un gruppo-classe che quasi sempre si avvicina per la prima volta ad esperienze di tipo escursionistico.

Il lavoro si svolge attraverso l'impiego di diverse procedure didattiche: dall'osservazione all'approfondimento fino alla formulazione e verifica di ipotesi e alla sperimentazione vera e propria. Nel caso dei trekking le fasi di lettura del territorio si svolgono con il confronto dei differenti ambienti e paesaggi che vengono raggiunti durante l'esperienza.

Le esperienze sono proposte su moduli di soggiorno di 2-5 giorni, ma anche come esperienze giornaliere da attuare nell'arco delle diverse stagioni.

Le risorse ed i servizi disponibili

Di tipo didattico:

i Centri Visita del Parco sono dotati di spazi di lavoro al coperto, strumentazione audiovisiva, percorsi didattici illustrati, servizio di guida ed esperti in didattica ambientale.

Di tipo logistico:

per i soggiorni si utilizzano rifugi in quota o alberghi. I trasporti all'interno dell' area possono essere organizzati con mezzi di linea o con noleggio di bus privati.LU4d.JPG (41695 byte)

La bibliografia

BRADDLEY, MEDDA, Le Alpi Apuane, Pisa, Pacini Editore

PIZZIOLO G., Guida ai paesaggi apuani, Firenze, Multigraphic Editore

ANSALDI, MEDDA, PLASTINO, I fiori delle Apuane, Viareggio, Baroni Editore

Il Parco delle Alpi Apuane, Mediateca Regionale Toscana, VHS

Storia dell'alpinismo in "Apuane", VHS

 

ultimo aggiornamento 1/12/98