IL MERCATO DEL LAVORO IN TOSCANA
DALLE OFFERTE DI LAVORO A MEZZO STAMPA
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1° semestre 2000

Questo report è il risultato della rielaborazione dei dati contenuti all’interno della "Banca dati delle offerte di lavoro a mezzo stampa" della Regione Toscana. La banca dati è attiva, se pur in fase sperimentale, dal luglio del 1999 ed è costantemente ai primi posti dei siti più visitati della rete dei servizi on-line della Regione. L’implementazione della banca dati avviene tramite la rilevazione delle offerte di lavoro proposta dalle aziende pubblicate su quotidiani toscani e nazionali e che risultano essere inerenti il territorio regionale: un particolare punto di osservazione su quella fetta di mercato del lavoro regionale che si propone facendo uso delle inserzioni su stampa.

Questo archivio informatico contiene due tipologie di inserzione:

  •     le "collaborazioni qualificate" sono offerte di lavoro pubblicate all’interno di appositi spazi incorniciati e raccolti, in alcuni quotidiani, in rubriche specializzate. La loro pubblicazione avviene in particolari giorni della settimana su pagine ad hoc e i relativi spazi pubblicitari vengono venduti dai quotidiani per unità di misura di superficie variabile a seconda dei casi e detta "modulo";
  •     le "piccole offerte" sono principalmente pubblicate sulle pagine delle cronache locali del Tirreno e della Nazione in particolari giorni della settimana. Si tratta di inserzioni scritte in carattere minuto, senza abbellimenti grafici, pubblicate in certi casi in ordine alfabetico e con un costo direttamente proporzionale al numero di parole di cui si compone l’annuncio economico, oppure completamente gratuite.
I quotidiani utilizzati per la rilevazione sono:
Corriere della Sera, Il Giornale, Il Messaggero, La Repubblica, La Stampa, Il Sole24Ore per le offerte qualificate, Il Tirreno e La Nazione sia per le offerte qualificate che per le piccole offerte.
A questo proposito è importante notare che sia La Nazione sia Il Tirreno pubblicano, all’interno di quasi tutte le singole cronache locali, una pagina dedicata alle offerte di lavoro relative alla provincia di riferimento: questo avviene per tutte le province ad eccezione di Arezzo e Siena, che non risultano avere una cronaca locale sul Tirreno. Questo ha determinato, da un lato l’inserimento agli ultimi posti di queste due province nel grafico delle sedi di lavoro maggiormente rappresentate nell’offerta lavorativa toscana, dall’altro lato l’ipotesi che ci siano in queste due aree altri canali di ricerca del personale.

A proposito delle inserzioni è da notare come l’analisi e l’interpretazione delle informazioni si avvalgano di alcuni criteri di selezione che permettono di valutare nella maniera più precisa possibile la qualità e l’affidabilità dell’annuncio: si va dalla corretta e precisa definizione del profilo alle caratteristiche richieste per lo svolgimento del ruolo, dalla chiara esplicitazione della tipologia dell’azienda alle modalità di reclutamento degli interessati, fino al ripresentarsi periodico dell’inserzione stessa, dovuto probabilmente alla gratuità di alcuni annunci che spinge le aziende a non disdire l’annuncio stesso anche dopo l’avvenuto reclutamento.

La banca dati "Offerte di lavoro a mezzo stampa" è uno strumento approntato e predisposto con lo scopo di migliorare il servizio già esistente e offerto da una società di statistica e di elaborazione dati che utilizzava uno strumento informatico costruito per favorire maggiormente la stesura di report statistici a fronte di una agevole consultazione da parte degli utenti.
La volontà principale di chi ha riorganizzato la banca dati, pertanto, è stata di approntare uno strumento in grado di offrire un servizio migliore all’utenza, fornendo annunci selezionati e sicuri rielaborati da uno strumento informatico di semplice e chiara consultazione e in grado, contemporaneamente, di contenere il maggior numero possibile di informazioni. Questa volontà ha determinato un assetto tale della banca dati che va, in parte, a rendere più difficoltosa la rielaborazione dei dati e la redazione di report in quanto, ad esempio, viene utilizzato un numero elevato di settori lavorativi, sicuramente di gran lunga superiore ai comparti individuati dalla tradizionale suddivisione del lavoro, ma in grado di fornire indicazioni più esatte per l’utenza.
In fase di ristrutturazione della banca dati, ancora sperimentale, si potrà ipotizzare di raggruppare nello strumento informatico i settori attualmente utilizzati nei comparti tradizionali mantenendo però, ai fini della consultazione, l’indicazione più dettagliata del settore. Sarà comunque necessario, prima di procedere ad una riorganizzazione dello strumento informatico, attendere la nascita del Sil (Sistema Informativo del Lavoro) con il quale la Banca Dati dovrà uniformarsi per poter così cooperare in modo armonico con i Centri per l’Impiego.
Attualmente, infatti, nella banca dati non vengono riportate né le offerte dei Centri per l’Impiego, in quanto ancora vincolate dall’iscrizione al collocamento per una determinata zona, né le offerte di lavoro interinale che utilizzano strumenti propri on-line e che comunque rappresentano ancora un canale di reclutamento ed una tipologia di lavoro con connotazioni proprie.
Quello che emerge dai report deve essere letto nella consapevolezza che le Offerte di lavoro a mezzo stampa sono uno, ma non l’unico, strumento di reclutamento del lavoro e che, pertanto, possono fornire indicazioni, ma non dati assoluti, sull’andamento economico della regione Toscana. La stesura di report dalla banca dati rappresenta inoltre un punto di partenza per un’analisi sul mercato del lavoro toscano, da approfondire nel momento in cui si avrà la possibilità di effettuare incroci tra i vari campi, così da ottenere dati ancora più precisi e particolareggiati. Attualmente infatti l’unica variabile comparabile è quella temporale che ci offre indicazioni del mutare periodico dell’assetto economico toscano che emerge dalla lettura delle "Offerte di lavoro a mezzo stampa".

Riguardo ai flussi di offerte di questo primo semestre, è interessante notare come le "qualificate" mostrino un andamento quasi costante: si va infatti dal massimo di 643 offerte in febbraio al minimo di 524 di aprile, per risalire poi fino alle 621 di giugno, con uno scarto massimo di 119 offerte, specchio di una stabilità del mercato del lavoro che utilizza questa tipologia di reclutamento.
Diverso è il caso delle "piccole offerte" che presentano un andamento molto più fluttuante, determinando dei picchi notevoli concentrati nel periodo che va da marzo a maggio: si registra, in marzo, un picco positivo di 767 unità, un minimo nel mese di aprile di 531 offerte ed un massimo, in maggio, di 1057 raddoppiando quasi rispetto al mese precedente.

E’ interessante commentare il valore massimo ed il valore minimo registrati nel diagramma di flusso: da un lato entrambe le tipologie di inserzione individuano il picco minimo nel mese di aprile, anche se le "piccole" in maniera molto più eclatante, in coincidenza con le festività pasquali, o comunque dopo un primo trimestre dell’anno o stabile o in ascesa; dall’altro si individua il picco positivo in maggio, determinato dall’aumento delle "piccole" più soggette alle oscillazioni del mercato del lavoro locale e dunque anche più precario e soprattutto stagionale.

1°SEMESTRE 2000:

I FLUSSI DELLE OFFERTE
grafico sui flussi delle offerte

 

 

 

1°trimestre 2000 gennaio-marzo
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TIPOLOGIA DELLE OFFERTE

Nel primo trimestre 2000 si è registrato un volume complessivo di 3991 offerte di cui 1864 collaborazioni qualificate e 2127 piccole offerte.

Come risulta dal grafico le due diverse tipologie di offerte quasi si equivalgono

percentualmente evidenziando come, in questo periodo, l’andamento del mercato del lavoro "qualificato" (quello dei profili professionali più elevati) e di quello "minore" (quello delle piccole offerte, più legate al contesto socio-economico territoriale) si muovano di pari passo.

grafico sulla tipologia delle offerte

E’ importante evidenziare la valenza positiva di questo dato: la richiesta di profili qualificati, che richiede alle aziende uno sforzo economico e di risorse umane elevato, risulta, infatti, quantitativamente analoga a quella delle piccole offerte, annunci di lavoro a minor costo, se non completamente gratuiti, rivolti a individuare figure professionali generalmente più legate alle dinamiche anche stagionali del comparto economico territoriale

 

1°trimestre 2000 gennaio-marzo
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N° OFFERTE PER SETTORE

Andando ad esaminare i settori produttivi maggiormente rappresentati nelle offerte di lavoro a mezzo stampa, si può notare come il tessile risulti il comparto più rappresentato con un volume di offerte pari a 326 nell’arco del trimestre. E’ chiaro che nella determinazione di questo dato contribuisce in maniera pesante la Provincia di Prato, al primo posto infatti nella classifica delle sedi di lavoro più richieste. In ogni caso il comparto del tessile si pone in Toscana come il maggior fornitore di opportunità occupazionali reclutate tramite la stampa.

A seguire troviamo, quasi allo stesso livello, la ristorazione ed i servizi in genere (237 e 232 offerte nel periodo in esame) che confermano la capacità ricettiva del terziario nella regione, avvalorata dalla presenza tra i dodici settori maggiormente rappresentati anche dai comparti del commercio e delle acconciature (112 e 125 offerte).

grafico sulle offerte per settore

La presenza significativa dell’informatica e delle telecomunicazioni (208 e 164 offerte), evidenzia come anche l’economia della Toscana abbia registrato il progressivo affermarsi della new economy. E’ significativo a questo proposito anche il dato inerente l’industria (153 offerte), intesa come l’industria pesante, che dimostra come questa abbia subito una rilevante contrazione in questi ultimi anni, a favore di nuovi settori più trainanti.

Il fatto infine che l’indicazione del settore produttivo non risulti presente nel maggior numero di offerte di lavoro è lo specchio di una situazione che vede la quasi totalità delle "piccole offerte" (53% sul totale) non specificare questo dato.

 

1°trimestre 2000 gennaio-marzo
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N° OFFERTE PER QUALIFICA

A livello di profili professionali più richiesti dal mercato del lavoro che si rivolge alla stampa per la ricerca di personale, si può vedere come gli operai siano i più rappresentati (406 richieste). Questo dato è sicuramente collegabile all’alta fornitura di opportunità occupazionali da parte del settore tessile, comparto che ancora necessita di figure professionali a bassa qualifica, con specializzazioni particolari e con un alto "turn over". Esaminando le professioni che seguono nella tabella, se si accorpassero i profili di agente di vendita e addetto vendita (318 e 222 richieste), l’uno con uno specifico iter formativo-lavorativo, l’altro più generico, si constaterebbe il notevole predominio delle professioni commerciali all’interno di quelle più rappresentate nel trimestre. Si può pertanto concludere che, nel periodo preso in esame, le aziende toscane intendono espandere ulteriormente la domanda di prodotto ed il proprio parco clienti; è da notare come questi profili operino per tutti i settori produttivi e possano riferire anche ad aziende non toscane, ma con volontà di espansione commerciale nella regione.

grafico sulle offerte per qualifica

Altra nota interessante è la presenza significativa di richieste "generiche" (159) o scarsamente definite come "apprendista" (123) o "collaboratore" (67) che possono rimandare, da un lato alla tipologia delle aziende toscane, piccole e medie imprese all’interno delle quali possono non esserci ruoli ben definiti, dall’altro alla ricerca di personale "flessibile", disposto a collaborare laddove ce ne sia bisogno, ma non inquadrato specificamente in azienda con ruoli definiti e contratti tipici. La rappresentatività del profilo di "ragioniere"(65) conferma la ricettività dell’area amministrativa e la buona spendibilità del titolo di studio (vedi scheda relativa pag. 8) così come la presenza dei programmatori tra i dodici profili più richiesti avvalora la tesi dell’espansione del settore informatico (vedi scheda relativa pag. 5).

 

1°trimestre 2000 gennaio-marzo
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TITOLO DI STUDIO

I dati sui titoli di studio richiesti dalle offerte di lavoro a mezzo stampa nel primo trimestre 2000, evidenziano chiaramente come in una percentuale molto elevata, il 71% dei casi, non sia richiesto alcun titolo di studio.

Questo porta a dedurre che le aziende attualmente non considerino fondamentale il curriculum scolastico ed il conseguimento di un titolo di studio nella selezione del personale da impiegare; risulta piuttosto sempre più spesso richiesta da chi offre lavoro una esperienza pregressa, oppure la disponibilità a formarsi appositamente sul campo all’interno della stessa azienda.

Tutto ciò conferma l’inadeguatezza del nostro sistema scolastico rispetto al mondo del lavoro, laddove questo difetta e/o di un adeguato contatto con la realtà lavorativa (stages, tirocinii formativi etc.) e/o di una precisa risposta alle esigenze di professionalità delle singole aziende.

grafico sulla richiesta o non richiesta dei titoli, primo semestre di studio

 

1°trimestre 2000 gennaio-marzo
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N° OFFERTE PER TITOLO DI STUDIO

Nella percentuale delle offerte di lavoro che richiedono un titolo di studio si può osservare come sia il diploma generico ad essere il più rappresentato (con un notevole distacco dagli altri titoli di studio considerati) a conferma del fatto che sia scarsamente rilevante, nella ricerca di personale, il curriculum scolastico, e che comunque, anche dove sia richiesto, non implichi una formazione specifica, ma una accettabile cultura di base. Anche per quanto riguarda la laurea è da notare come la richiesta si rivolga soprattutto verso una genericità del titolo di studio. Dall’analisi degli altri titoli emerge come il mercato del lavoro si rivolga esclusivamente a qualifiche, che siano lauree o diplomi, inerenti all’ambito tecnico-scientifico ed economico, con una predominanza del diploma tecnico commerciale (ragioneria), che indica il mantenimento di una notevole capacità di reclutamento dell’area amministrativa/contabile.

grafico sulle offerte per titolo

 

 

1°trimestre 2000 gennaio-marzo
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LINGUA STRANIERA

Riguardo ai requisiti richiesti dalle aziende agli aspiranti lavoratori, si può osservare come la conoscenza di una lingua straniera sia un elemento marginale. Questo dato spinge ad una riflessione sulla natura del mercato del lavoro toscano, principalmente caratterizzato da piccole e medie imprese che risultano legate ad una concezione localistica della propria attività e non propense a sfruttare a pieno le opportunità che potrebbero essere offerte dal mercato europeo e globale.

grafico sulle lingue straniere richieste

 

 

1°trimestre 2000 gennaio-marzo
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CONOSCENZA LINGUE STRANIERE

Dall’analisi della percentuale di annunci (12%) che richiedono espressamente la conoscenza di una lingua straniera, l’inglese risulta essere di gran lunga la più rappresentata (78%), a conferma della tendenza, ormai presente da anni, a considerare questa lingua la più spendibile nei contesti socio economici. Riguardo ai dati inerenti lo stacco tra le lingue tedesca (14%) e francese(8%), notevolmente distaccate dalla prima, si può ipotizzare che esista un maggior volume di scambi economici tra la Toscana e i paesi di lingua germanica, piuttosto che francofona ed a questo proposito è il settore dell’accoglienza turistica ad essere determinante data la notevole presenza di turismo tedesco in Toscana.

grafico sulla conoscenza lingue straniere

 

 

 

 

1°trimestre 2000 gennaio-marzo
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N° OFFERTE PER SEDE DI LAVORO

La distribuzione territoriale delle offerte di lavoro nella Regione può essere adeguatamente inquadrata solo ponendola in stretta connessione con i dati inerenti i settori e le qualifiche maggiormente rappresentati: è infatti la provincia di Prato, con un’economia quasi esclusivamente basata sul tessile, ad essere la più attiva nel reclutamento occupazionale a mezzo stampa. Firenze, capoluogo di regione, pur non essendosi sviluppata in un settore produttivo specifico, si attesta su di una consistente offerta occupazionale, dovuta anche alle dimensioni della provincia stessa, che riunisce diverse forme di produttività: dal comprensorio conciario dell’empolese, alle produzioni agricole del Chianti, dall’industria dell’area metropolitana all’accoglienza turistica della città e di tutta la provincia.

Riguardo l’analisi dei dati inerenti la provincia di Lucca non si può prescindere dal fatto che comprenda tutta la Versilia, che si è sviluppata economicamente nei servizi per l’accoglienza turistica ed in particolare nella ristorazione e che fin dal primo trimestre dell’anno si attiva nel reclutamento di personale per il lavoro stagionale; inoltre è da tenere presente l’industria cartaria, con la sua tradizionale rilevanza per l’economia della provincia stessa.

grafico sulle offerte per sede

Interessanti risultano i dati di Arezzo, Siena e Grosseto che sono le provincie meno rappresentate del grafico, ma che si differenziano nell’interpretazione dal momento che i valori di Arezzo e Siena sono alterati dall’assenza, per queste due provincie, della cronaca locale del Tirreno, che si rivela uno strumento di reclutamento nelle altre zone molto sfruttato soprattutto grazie alla gratuità delle "piccole offerte di lavoro". Si può a questo proposito ipotizzare che in queste provincie siano più utilizzati altri canali di ricerca del personale rispetto alle inserzioni sui quotidiani da cui provengono i dati utilizzati per l’implementazione della banca dati.

2°trimestre 2000 aprile-giugno
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TIPOLOGIA DELLE OFFERTE

Il secondo trimestre 2000 registra un volume complessivo di 4136 offerte rispetto alle 3991 del trimestre precedente. Significativo appare a questo proposito il fatto che, contrariamente a quanto avviene per il trimestre gennaio-marzo, le due diverse tipologie di offerte presentino ora una differenza percentuale (18%) assai più rilevante.
Si può notare in dettaglio come le "piccole offerte" siano aumentate percentualmente rispetto al trimestre precedente dal 53% al 59%, mentre le "collaborazioni qualificate" siano scese dal 47% al 41% (vedi scheda relativa pag. 4). Questo ad indicare come l’aumento quantitativo di offerte di questo periodo vada a collocarsi totalmente all’interno del mercato del lavoro "minore", quello che appare sulla stampa a minor costo, se non gratuitamente, legato a dinamiche strettamente territoriali e stagionali, come è confermato anche dai flussi di offerte complessivi del semestre (vedi scheda relativa pag. 3) e dall’andamento dei settori nei due diversi trimestri di riferimento (vedi scheda relativa pag. 13).

grafico sulla tipologia delle offerte

 

 

2°trimestre 2000 aprile-giugno
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N° OFFERTE PER SETTORE


Il dato riguardante i settori maggiormente rappresentati nelle offerte di lavoro a mezzo stampa nel secondo trimestre dell’anno, presenta delle differenze abbastanza significative rispetto ai primi tre mesi (gennaio-marzo): innanzi tutto il comparto del tessile, anche nel primo trimestre al primo posto come maggior fornitore di opportunità occupazionali, registra un ulteriore incremento quantitativo, passando dalle 326 offerte del periodo gennaio-marzo alle 439 del periodo aprile-giugno, confermando l’importanza del settore per l’economia della Toscana ed indicando nel secondo trimestre dell’anno un periodo di maggiori opportunità occupazionali.

Altro dato rilevante riguarda la ristorazione, che, pur mantenendo anch’essa la sua posizione nella classifica dei dodici settori più rappresentati, rispetto al primo trimestre vede quasi raddoppiare il numero delle offerte, passando dalle 237 del periodo gennaio-marzo alle 416 del secondo trimestre. Infine, altro elemento significativo è l’inserimento dei settori dell’abbigliamento e del turismo.

grafico sulle offerte per settore

I dati del turismo e della ristorazione in particolare sono legati alle variazioni del mercato del lavoro "minore", determinato da dinamiche specificamente locali e stagionali e quindi ben concordano con quanto si osserva riguardo ai flussi mensili di offerte ed ai picchi positivi registrati dalle "piccole offerte" nel mese di maggio in particolare e nel secondo trimestre dell’anno nel suo complesso.

 

  2°trimestre 2000 aprile-giugno
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N° OFFERTE PER QUALIFICA

L’aspetto più rilevante che e merge dall’analisi dei dati di questo secondo trimestre a confronto con quello precedente, è l’inserimento, con un elevato numero di richieste, della qualifica di cameriere e, con un numero minore, ma pur sempre significativo, della qualifica di cuoco nella rosa delle dodici figure professionali più ricercate.

Questi dati sono provocati dall’espansione del reclutamento lavorativo "stagionale" nei settori della ristorazione e della ricezione turistico-alberghiera che caratterizza la Toscana in generale, ed alcune province in particolare, (vedi scheda relativa pag. 17) in questo trimestre.

Interessante ed in linea con i dati relativi ai titoli di studio, è l’ingresso del profilo dell’informatico anche ad un livello di rappresentatività significativo. E’ da notare, d’altro canto, come a ciò non corrisponda un aumento del volume delle richieste per il settore informatico, a dimostrazione della generale informatizzazione delle imprese toscane, che necessitano quindi di personale in grado di gestire i sistemi informativi, rendendo così tale qualifica spendibile in più settori.

grafico sulle offerte per qualifica

Si nota inoltre l’aumento notevole delle richieste per operaio, dato in correlazione con l’espansione del settore tessile (vedi scheda relativa pag. 13), ancora estremamente legato al reclutamento di manodopera sottoposta ad un continuo turn over.

 

 

 

2°trimestre 2000 aprile-giugno
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TITOLO DI STUDIO


 N° OFFERTE PER TITOLO DI STUDIO


grafico sulle offerte per titolo richiesto o non richiesto


grafico sul numero offerte per diverso titolo di studio

I dati riguardanti i requisiti richiesti agli aspiranti lavoratori, in termini di titolo di studio, non si discostano assolutamente da quanto emerso nei primi tre mesi dell’anno, a conferma dell’inadeguatezza del nostro sistema scolastico rispetto al mondo del lavoro.

 

 

2°trimestre 2000 aprile-giugno
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LINGUA STRANIERA


CONOSCENZA LINGUE STRANIERE

grafico sulle ligue straniere richieste o non richieste

grafico sulla conoscenza delle lingue straniere

I dati riguardanti la richiesta di lingua straniera e all’interno di questa la rappresentatività delle diverse lingue come requisito necessario agli aspiranti lavoratori non si discostano assolutamente da quanto emerso nei primi tre mesi dell’anno, a conferma di una situazione che privilegia una concezione localistica a scapito di un mercato del lavoro europeo e globale.

 

 

 

2°trimestre 2000 aprile-giugno
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N° OFFERTE PER SEDE DI LAVORO

Si evidenzia, in questo trimestre, la crescita di offerte nella provincia di Firenze. Questo dato è da collegare all’aumento dei settori dell’accoglienza turistica (ristorazione, turismo, alberghiero), che caratterizza il trimestre (vedi scheda relativa pag. 13).

L’aumento delle offerte di lavoro a Prato è da collegare all’espansione del settore tessile, che caratterizza l’economia della provincia, ed al continuo reclutamento e turn over di manodopera che ne consegue.

Per una corretta lettura dei dati è comunque necessario ricordare come le città della toscana centrale (Siena e Arezzo) siano meno rappresentate a causa dell’assenza della cronaca locale del Tirreno.

Inoltre va specificata la presenza di annunci nei quali non è esplicitata la sede di lavoro, ma che non sono quantificabili nella rielaborazione dei dati.

grafico sulle offerte per sede provinciale